Renzi: o si trova accordo su riforma del Senato o faccio un passo indietro

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Renzi è arrivato a piedi al Senato, salutando e stringendo mani a diverse persone, e presentandosi all’edicolante di Piazza Colonna (“signora siamo vicini di casa e non ci siamo ancora conosciuti”).

(MeridianaNotizie) Roma, 29 aprile 2014 – “Fare veloci è l’unico modo per dare un segnale di credibilità in Europa. Faremo tutti gli sforzi fino all’ultimo giorno per trovare un punto comune, altrimenti sono pronto a fare un passo indietro. A tutti i costi io non ci sto, o così o vado a casa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi incontrando i senatori dem, sottolineando che “tenere dentro Forza Italia è doveroso, vuol dire agli italiani che non ci stiamo scrivendo le regole da soli“. Il premier ha ribadito la proposta di mediazione sulla riforma del Senato: i senatori siano indicati tra i consiglieri regionali, lasciando a ogni regione la modalità di scelta sul come. La proposta di riforma costituzionale può avere dei limiti ma non accetto che si dica che è una riforma autoritaria, avrebbe detto il premier, sottolineando che la sua proposta è in continuità con la proposta dell’Ulivo e della campagna elettorale di Bersani.matteo-renzi2

L’obiettivo è quello di ricompattare i democratici dopo l’incontro di ieri con la relatrice della riforma del Senato, Anna Finocchiaro, e il capogruppo Luigi Zanda. In apertura del suo intervento il premier ha anche invitato a non badare ai sondaggi, perché, avrebbe detto, ci danno avanti ma io ho detto ai miei che se li vedo ancora guardare i sondaggi li meno.

L’apertura alla mediazione c’è, anche dopo l’incontro con Giorgio Napolitano per fare il punto sul percorso delle riforme. E mentre il ministro Maria Elena Boschi assicura, nonostante le continue bordate di un Silvio Berlusconi in piena campagna elettorale, che sarà rispettato il patto con Forza Italia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio si dice convinto che comunque l’elezione indiretta dei senatori “sia la garanzie migliore per un Senato” delle autonomie. Peraltro per Delrio “se l’Italicum tarda di un mese o la riforma del Senato slitta di uno-due settimane non è stravolgente. E’ giusto che ci sia una discussione che arricchisca il testo”.

Dal vertice di Palazzo Chigi di ieri era emersa l’ipotesi di elezione dei senatori nell’ambito dei consigli regionali. Renzi si presenta consapevole che se medierà sull’ipotesi  potrà sminare il gruppo coalizzato dietro al ddl Chiti (che propongono addirittura un Senato eletto come oggi), ma anche vincere le resistenze di Ncd, e dei maldipanciasti di Forza Italia. Mercoledì poi Finocchiaro e Calderoli dovranno proporre alla Commissione Affari costituzionali un testo base; l’idea è quella di prendere il ddl del governo correggendo i 3 punti su cui tutti sono d’accordo, e lasciando alla fase degli emendamenti il momento della ricerca della mediazione. O dello scontro e della rottura, che non esclude urne anticipate, come alcuni renziani suggeriscono.

La Redazione

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