Alla Capitale maglia nera delle tasse, 74,4 % del reddito. Secondo Cna il dato può solo peggiorare

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Calcoli approssimati per difetto: nello studio non sono calcolati ad esempio i costi di specifiche necessità aziendali, come la Cosap, i servizi a domanda individuale (come canoni di concessione, Ztl ecc.).

(MeridianaNotizie) Roma, 15 maggio 2014 – Gli imprenditori romani hanno la più grande palla al piede d’Italia che si chiama tassazione. Dalla classifica della Cna nazionale, elaborata dalla Cna di Roma, sul peso delle tasse a carico delle imprese italiane, la Capitale occupa il primo posto: artigiani, commercianti e piccoli imprenditori nel 2014 pagheranno il 74,4% di tasse, oltre dieci punti percentuali in più della media nazionale (63,1%), nove rispetto a Milano (65,1%) e 18,2 punti percentuali rispetto a Cuneo, la città più virtuosa. E così quest’anno gli imprenditori festeggeranno il tax free day il 29 settembre, 31 giorni più tardi rispetto al 2011.

Ma cosa determina questa differenza così marcata tra le diverse realtà del Paese? Dallo studio emerge chiaramente la risposta: i tributi locali. Rispetto a quella nazionale, la tassazione locale pesa sulle imprese per il 42,9% (31,44% nel 2011) contro il 26% di tasse e tributi nazionali. A pesare di più soprattutto gli obblighi nei confronti di Roma Capitale. Rispetto al 2011, mentre la tassazione dello stato centrale è rimasta invariata, quella comunale è aumentata dell’11,33%, mentre quella regionale è diminuita del 2,7%. Ma cosa ha influenzato di più la tassazione comunale? Imu e rifiuti: dal 2011 l’aumento è stato, rispettivamente, del 174% e del 14,2%. Un laboratorio artigiano pagava di Ici 2.932 euro nel 2011, mentre oggi paga 8.044 euro di Imu. Per rifiuti, lo stesso artigiano, pagava 5.690 nel 2011, 6.252 quest’anno.aumento-tasse1

Insomma il fisco è il peggior nemico di crescita e sviluppo. “Come si fa a correre con una palla al piede così pesante? Le pmi vogliono resistere, continuare a lavorare, a produrre ricchezza per il territorio. Ma così non è più possibile. Lo Stato e gli enti locali continuano a far cassa sulla pelle delle imprese, per far quadrare i bilanci, ignorando i bilanci di migliaia di pmi. Le classifiche della Cna nazionale sono allarmanti e ribadiscono quanto denunciamo da tempo: è il fisco locale quello che pesa di più. Questi dati per giunta non possono tener conto dei rincari contenuti nella bozza di bilancio della giunta di Roma Capitale. È il momento che le amministrazioni locali considerino con attenzione questi dati. Si avvii un confronto per avviare già da quest’anno un processo di riallineamento di Roma con le altre realtà locali” così Erino Colombi, presidente Cna di Roma.

La Redazione

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