Caro benzina, gli italiani smettono di riempire il serbatoio lasciando a “secco” i distributori

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Il Centro Studi Promor rileva che gli italiani tagliano ancora sui consumi di carburanti facendo registrare una contrazione dell’1,8%.

(Meridiana Notizie) Roma, 21 maggio 2014- La spesa si è ridotta di 934 milioni ed il gettito per l’erario di 167 milioni. A fronte di un calo dei consumi dell’1,8%, rileva lo studio Csp, la spesa degli italiani alla pompa per l’acquisto di benzina e gasolio auto nel primo quadrimestre è ammontata a 19,518 miliardi, -4,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. La contrazione della spesa è la risultante di un calo piuttosto forte per la componente industriale che scende da 9,125 miliardi del primo quadrimestre del 2013 a 8,358 miliardi del 2014 (-8,4%) e da un calo più contenutocaro-benzina2 della componente fiscale che scende da 11,327 miliardi a 11,160 miliardi (-1,5%). Csp rileva anche che, complessivamente, dal dicembre 2012 ad aprile 2014 il calo del gettito per l’Erario è stato di 1,2 miliardi di euro. “E’ legittimo chiedersi – sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – se in presenza di questa situazione il Governo non debba valutare la possibilità di ridurre la tassazione dei carburanti, che è ai massimi livelli nella Ue, non solo per stimolare l’economia e restituire potere di acquisto ai consumatori, ma anche per recuperare gettito attraverso l’incremento dei consumi”.

Rincaro benzina – La denuncia di Codici: Oggi il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato una “nuova” iniziativa per individuare i prezzi dei carburanti più convenienti. Ma una sensazione di déjà vu pervade gli animi, come se l’idea di innovativo abbia ben poco. Una proposta di legge già nel 2009 indicava uno strumento che attraverso la comparazione potesse tutelare i consumatori permettendo un concreto risparmio nella scelta del distributore di carburante: stiamo parlando dell’articolo 51, legge 23 luglio 2009 n.99, che dava mandato al Ministero di provvedere ad inserire nel proprio sito i prezzi dei carburanti in tempo reale. Ma per anni il Ministero ha evidentemente mostrato delle resistenze, per diversi motivi, all’attuazione dell’iniziativa. Complice probabilmente anche la ritrosia dei distributori, poco inclini a far sapere i propri prezzi, per paura di perdere fette di mercato. In tal modo, però, il Ministero dello Sviluppo Economico non ha agito secondo il benessere dei cittadini, che avrebbero potuto usufruire di un servizio in grado di far risparmiare, cosa molto utile soprattutto in vista dell’attuale crisi economica. Fortunatamente, quando lo Stato non agisce, i cittadini si organizzano da soli, creando soluzioni creative per tentare di vivere al meglio. Ne è un esempio il sito Prezzibenzina.it, la prima iniziativa italiana di comparazione dei prezzi dei carburanti a base totalmente volontaristica. Da anni, infatti, i consumatori inviano le proprie segnalazioni sui prezzi, generando un servizio conveniente per tutti gli automobilisti. Solo oggi, ben 5 anni dopo, il Ministero esce dal torpore e presenta l’iniziativa della comparazione dei prezzi. La domanda sorge spontanea: perché non ci ha pensato prima? Oggi ci sono sistemi più avanzati a livello tecnologico che permettono un comparazione di qualità. E i consumatori ne sono consapevoli, visto il largo uso che fanno dei sistemi geo-satellitari e delle app esistenti. “Insomma, è palese il ritardo del Ministero rispetto alle esigenze del mercato. Ora la necessità attuale è quella di garantire una reale trasparenza dei processi di comparazione, che garantiscano la qualità del servizio per i cittadini. Per questo chiediamo un incontro al Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, per discutere di un percorso comune da avviare per vigilare sulla trasparenza del comparatore del Ministero”.

La Redazione

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