Clan Gallico in ginocchio, confiscati i beni di famiglia e il noto bar Chigi

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Nella mattinata di oggi, il personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, in Roma, Ardea, Formello e Fiumicino ha dato esecuzione al provvedimento.

(MeridianaNotizie) Roma, 7 maggio 2014 – Con una decisione assunta il 23 aprile scorso, la suprema Corte di Cassazione, rigettando l’impugnazione proposta contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma in data 11/04/2012, ha definitivamente confermato il sequestro e la confisca dei beni operato nel 2011 dal Centro Operativo DIA di Roma nei confronti di Defina Nicola, nato a Toronto (Canada) il 20/02/1973, residente a Sant’Onofrio (VV), pregiudicato per vari reati finanziari, fallimentari e truffa. Le indagine svolte a suo tempo avevano permesso di accertare che Defina Nicola aveva costituito un “impero economico personale”, reinvestendo in attività commerciali di vario tipo (centri estetici, negozi di calzature, attività di ristorazione) e società finanziarie con sede a Roma, i proventi delle sue attività illecite, ricavati tramite la concessione a terzi di false garanzie fideiussorie, truffe ed altri reati di natura finanziaria. In tali attività, Defina si avvaleva del sostegno economico della compagna Zoccali Sandra, anche lei pregiudicata, ex moglie di Greco Domenico, nato a Palmi il 1° giugno 1950, pluripregiudicato e ritenuto contiguo ad elementi di primo piano della cosca della ‘ndrangheta dei Gallico di Palmi.dia

Per nascondere il proprio patrimonio al fisco ed agli investigatori, Defina utilizzava prestanome di fiducia, sfruttando fraudolentemente lo strumento legale del trust, che consente di mantenere occulti i dati dei reali proprietari, intestando le attività a società di copertura. Scoperto tale meccanismo, in data 30/6/2011, il Tribunale di Roma – Sez. Misure di Prevenzione – su proposta di Misura di Prevenzione personale patrimoniale avanzata dalla DIA di Roma alla Procura della Repubblica – DDA capitolina, nei suoi confronti e del predetto Greco Domenico, aveva disposto il sequestro dell’intero compendio patrimoniale composto da: una villa di 29 stanze ubicata in Formello; due appartamenti ubicati a Fiumicino; uno yacht di 21 metri; 11 autovetture; 90 tra conti correnti e rapporti finanziari; diverse società intestate a prestanome (Zoccali Sandra, Greco Concetta1 Bagalà Rosario2); 11 altre società e, in particolare l’Adonis s.r.l., con sede a Milano via Amedei 4, società che aveva assunto dal 2009 la gestione del prestigioso Bar Chigi, sito in Piazza Colonna a Roma; la Itties s.r.l., operante nel settore della vendita al dettaglio di calzature, con sede a Roma, operante in viale Bramante unità 60 snc, presso il Centro Commerciale Parco Leonardo; la Beauthy city S.r.l. e la Beauty plus S.r.l, operante nel settore della cosmetica e dell’estetica, ambedue con sede a Roma, via Mantova n. 9, più una serie di altre società operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria. Contestualmente il Tribunale aveva applicato nei confronti del Defina Nicola e Greco Domenico la misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno per la misura di anni tre, riconoscendo la loro pericolosità sociale. Il provvedimento del Tribunale era stato confermato dalla Corte d’Appello di Roma in data 11/04/2012, prima che la Corte di Cassazione, con la recente decisione dello scorso 23 aprile 2014, rigettando l’impugnazione proposta dal Defina, ponesse fine alla vicenda, rendendo definitivo la confisca dei beni da parte dello Stato.

La Redazione

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