Club privè mascherato da associazione culturale, arrestati in 3 per sfruttamento della prostituzione

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All’ingresso i clienti, dietro il pagamento di una cospicua somma variabile dai 50 ai 100 euro, ricevevano uno o più preservativi con applicati sopra dei bollini adesivi con riprodotta l’impronta di labbra rosse.

(MeridianaNotizie) Roma, 16 maggio 2014 – La notte scorsa la Squadra Mobile, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha  eseguito  3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, a carico di due cittadini italiani ed una cittadina romena responsabili di un’attività di sfruttamento della prostituzione all’interno del CLUB 34 PRIVE’, di via Miani n. 34.prostituzione1

Le indagini hanno consentito di appurare che il locale, dietro le parvenze dell’associazione culturale, celava in realtà una vera e propria casa di prostituzione. Nel corso delle serate organizzate, i tre indagati garantivano la presenza di numerose ragazze italiane e straniere che, seppur formalmente socie del club, venivano retribuite in base al numero di prestazioni sessuali consumate con i clienti, anch’essi formalmente tesserati dell’associazione culturale.

Dalle risultanze investigative, è emerso che la contabilità delle prestazioni effettuate dalle ragazze veniva assicurata con una particolare metodologia. All’ingresso i clienti, dietro il pagamento di una cospicua somma variabile dai 50 ai 100 euro, ricevevano uno o più preservativi con applicati sopra dei bollini adesivi con riprodotta l’impronta di labbra rosse. Dopo la consumazione di ogni prestazione sessuale, i clienti consegnavano il bollino alle ragazze che lo applicavano su di una tessera, una sorta di “drink card” che a fine serata testimoniava il numero delle “consumazioni” effettuate. La perquisizione eseguita all’interno del locale, dove sono stati rintracciati due dei tre arrestati, consentiva di sequestrare elementi idonei a suffragare l’ipotesi investigativa, compresi i bollini adesivi e le tessere. Colpiti dal  provvedimento  restrittivo  sono  stati  D.G.  65enne,  I.F. detta “NIKOL”, 37enne, C.N. detta “CHOCOLATE”, romena di 37 anni che curava la gestione di alcune   prostitute. Il locale è stato poi definitivamente chiuso su decreto della Questura, emesso ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

La Redazione

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