Finanziamento illecito, Alemanno rischia il processo per fatture false di Accenture

1

(MeridianaNotizie) Roma, 12 maggio 2014 – Rischio processo per l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno nell’ambito dell’inchiesta sulla creazione, con false fatture della società Accenture, di un fondo pari 30mila euro e destinato ad attività di propaganda della lista per Renata Polverini presidente della Regione Lazio alle amministrative del 2010. La Procura ha infatti chiuso l’inchiesta nei confronti dell’ex primo cittadino capitolino per l’accusa di finanziamento illecito, reato che permette, dopo questa fase, di disporre una citazione diretta a giudizio, formula che permette di saltare la fase dell’udienza preliminare e di andare direttamente a processo. Gli inquirenti, sono invece intenzionati a chiedere l’archiviazione della posizione dell’ex presidente della Regione Renata Polverini, oggi deputato di Forza Italia. A rischiare il processo ci sono anche Fabio Ulissi, già collaboratore dell’ex sindaco, e Giuseppe Verardi, ex manager della Accenture.

L’inchiesta culminò il 21 febbraio scorso, quando Ulissi e Verardi finirono agli arresti domiciliari sulla base di un provvedimento cautelare eseguito dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e dai carabinieri del Ros. L’indagine, coordinata dai pm Mario Palazzi e Paolo Ielo, fu avviata sulla base di una denuncia della stessa Accenture che, a conclusione di verifiche interne, aveva scoperto un giro di false fatture attraverso le quali era stato creato un fondo per una provvista da 30mila euro. Tale somma era destinata all’esecuzione di un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, dietro il quale si sarebbe nascosta un’attività di propaganda elettorale in favore della lista Polverini, che poi ha vinto le elezioni regionali nel 2010. Tale attività di telemarketing sarebbe stata realizzata materialmente dalla Coesis Reserach srl.Renata-Polverini-Gianni-Alemanno

Secondo il gip Costantino De Robbio, che dispose le misure cautelari il 21 febbraio, Alemanno sarebbe stato il “regista dell’operazione” dell’attività di telemarketing che si sarebbe resa necessaria, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo l’esclusione del Pdl “per un vizio di forma nella presentazione delle liste ed in suoi esponenti avevano necessariamente dovuto dirottare le preferenze sul cosiddetto ‘listino’ del presidente uscente Polverini che concorreva per la rielezione – si legge nell’ordinanza del gip – In tale listino, vale la pena di ricordare incidentalmente, era candidata anche Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno, sicché questi aveva un interesse diretto oltre che politico nella buona riuscita alle elezioni”. Alla base, invece, della richiesta di archiviazione per la Polverini, il convincimento di chi indaga che l’ex governatore del Lazio fosse estraneo all’operazione.

La Redazione

Altre videonews di Politica

Harem degli orrori in Spagna, milionario abusava di 9 modelle. Da loro ha avuto 7 figli

Scuola per studenti dormiglioni, la campanella suonerà l’ingresso alle 13:30

Lampedusa, affonda barcone carico di migranti. Si teme la tragedia

Share.