Milano, prima vittoria per i Tassisti: l’app UberPop dichiarata illegale dal ministro Lupi.

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Lupi: “Qualsiasi app o innovazione che eroghi un servizio pubblico non autorizzato compie un esercizio abusivo della professione”.

(MeridianaNotizie) Roma, 22 maggio 2014 –  Sembrano essersi placate le ‘cinque giornate di Milano’ che hanno visto i tassisti scioperare contro il servizio offerto dalla nuova applicazione sul telefonino UberPop, che rende disponibili autovetture di privati cittadini per il trasporto urbano. I tassisiti, infatti, lamentano il mancato rispetto della legge che disciplina il noleggio auto con conducente. Le proteste si sono placate solo a seguito di un vertice tenutosi nella prefettura di Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, il prefetto Francesco Paolo Tronca, il governatore lombardo Roberto Maroni, il sindaco Giuliano Pisapia e una trentina dei rappresentanti delle auto bianche, per verificare il rispetto della legge 21/92. Ciò che ne è emerso è una linea di tolleranza zero verso un servizio pubblico non autorizzato.  “La normativa vigente non consente l’uso dell’app Uberpop, – ha affermato Maroni al termine dell’incontro – così come è formulata è un esercizio abusivo della professione. Se viene riconosciuta questa violazione è chiaro che si tratta di un servizio illegale”.        uber_go_home

Sulla stessa linea di pensiero il ministro dei Trasporti Lupi che, dopo aver incontrato i tassisti in Prefettura a Milano, ha dichiarato: “Qualsiasi app o innovazione che eroghi un servizio pubblico non autorizzato compie un esercizio abusivo della professione: non è permesso e non si può fare, che si chiami Uber o in qualsiasi altro modo. Non accetteremo nessun caso che violi una norma che è chiarissima e non si presta a nessuna interpretazione”. Il ministro ha spiegato che il servizio pubblico non in linea può essere erogato unicamente dai taxi e dagli Ncc. Al termine dell’incontro coi tassisti, con il Comune di Milano e la Regione Lombardia, il ministro ha dato il via libera alla società Uber sulla quale però verranno fatte “verifiche perché si tratti di un servizio che rispetti la legge”, mentre viene considerato illegale Uberpop, cioè il servizio che consente a qualsiasi privato cittadino che abbia i requisiti minimi di potersi di fatto sostituire ai taxi: “Chi eroga questo servizio – ha precisato Lupi – compie un esercizio abusivo della professione. Ognuno se ne deve assumere la responsabilità”. I lavori dell’incontro in Prefettura sono stati seguiti dall’esterno da circa 500 tassisti che si sono poi riuniti nella Stazione Centrale di Milano e, al termine di una breve assemblea, hanno deciso di riprendere il regolare servizio, sospendendo il blocco che durava da sabato sera. Anche l’ala più dura dei contestatori ha accolto favorevolmente l’esito dell’incontro. Lo stesso Lupi aveva chiesto ai rappresentanti di categoria, che erano seduti al tavolo in prefettura, l’immediato ritorno alla normalità, in quanto “è inaccettabile qualsiasi interruzione di pubblico servizio”. Il sindaco Pisapia ha assicurato che “i controlli verranno rafforzati”, mentre il prefetto Francesco Paolo Tronca ha garantito che “non ci saranno sconti per nessuno”.     protesta_taxi_uberpop

Durante l’incontro, i delegati delle sigle sindacali hanno chiesto alla Regione l’istituzione di un registro e di un ‘regolamento’ Ncc, aggiungendo un dossier di otto punti destinato al ministro. Da parte sua Benedetta Arese Lucini, Regional manager della società Uber, ha fatto sapere che: “Stiamo preparando la nostra proposta in risposta ai punti del Comune. Siamo sempre disponibili a dialogare, a incontrare Lupi e tutte le istituzioni. Milano sarà la città di Expo ed è importante avere soluzioni che migliorano la mobilità cittadina”. Nel frattempo, lo scontro su Uber dalle piazze si è spostato sul web con due petizioni a favore (www.change.org/sostieniuber) e contro (www.change.org/chiudiuber) lanciate su Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online al mondo. E Pro-Uber batte contro-Uber 3 a 1: le persone che hanno firmato la petizione a sostegno di Uber sono arrivata a 3.248 mentre quelle che chiedono al sindaco di Milano di chiudere il servizio sono distanziate di tre lunghezze e superano di poco le 1.000 adesioni.     taxi_1

La società Uber nasce negli Stati Uniti, San Francisco, quattro anni fa dall’idea di due amici: Garrett Camp e Travis Kalanick. Dopo essere approdata in 80 città del mondo, avere superato il miliardo di dollari di incassi, la app conta tra i suoi investitori anche Google. Il servizio Uber prevede il noleggio di una macchina con autista tramite un’app da scaricare su cellulare. Oltre al classico servizio ‘Black’, con le berline di rappresentanza guidate da autisti professionali, solo per Milano ha lanciato una variante low cost, UberPop. In questo caso gli autisti sono normali automobilisti purché abbiano la patente da tre anni, posseggano una vettura a quattro posti in ottime condizioni, la copertura assicurativa per i passeggeri e siano incensurati. Le tariffe sono davvero competitive: la chiamata costa 2,5 euro e poi si pagano 49 centesimi al minuto con una spesa minima di 5 euro. Ma nonostante la popolarità, la app ha già suscitato proteste e contestazioni non solo a Milano, ma anche negli Usa e in Inghilterra, dove pochi giorni fa hanno scioperato i tassisti londinesi. A Bruxelles e a Berlino è stata addirittura bandita.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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