Salario accessorio, sindacati: “Marino ha attuato politiche deludenti per i romani. Nessuna promessa rispettata”

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Non si intravede il cambio di direzione rispetto all’amministrazione precedente. Di contro si continuano a registrare ingenti risorse spese per le strutture nominate dalla politica. Ci si concentra sul taglio del salario accessorio dei dipendenti capitolini paventando ipotetiche illegittimità, non nella spesa ma su come questa è stata utilizzata. Cosi i sindacati scesi in piazza

(MeridianaNotizie) Roma, 6 maggio 2014 – “L’Assemblea dei lavoratori dipendenti del Comune di Roma Capitale denuncia come dopo un anno di gestione dell’amministrazione Marino i risultati delle politiche sul personale siano del tutto deludenti”. E’ quanto si legge sul verbale d’assemblea indetta dai sindacati in occasione della protesta contro il taglio del salario accessorio. “Non uno dei propositi espressi in campagna elettorale e nel programma di giunta è stato realizzato – si legge – Non è stata portata a compimento la nuova Macrostruttura e il decentramento amministrativo; Nessuna nuova assunzione dei tanti concorsi espletati; Ancora incompiuto il percorso di stabilizzazione del precariato; Nessun progetto di valorizzazione del personale di ruolo; Nessun progetto efficace di rilancio dei servizi.salario-accessorio2

Non si intravede il cambio di direzione rispetto all’amministrazione precedente. Di contro si continuano a registrare ingenti risorse spese per le strutture nominate dalla politica. Ci si concentra sul taglio del salario accessorio dei dipendenti capitolini paventando ipotetiche illegittimità, non nella spesa ma su come questa è stata utilizzata, mettendo in discussione le motivazioni che la stessa amministrazione aveva rappresentato nel sottoscrivere accordi funzionali a garantire una buona qualità dei servizi, motivazioni che non vengono oggi sconfessate. Si interviene prima di tutto sui dipendenti comunali, prima di affrontare le obiezioni che il MEF ha rappresentato sul trattamento della Dirigenza, sulla gestione delle società partecipate o strumentali, sull’uso improprio, illegale e spropositato di risorse pubbliche, dai superminimi erogati in alcune aziende alle spese per consulenze o per gli staff della politica e quanto altro in termini di sprechi e irregolarità è stato già ampiamente denunciato”. Per queste motivazioni – continua il documento – l’assemblea si oppone a qualsiasi iniziativa unilaterale da parte dell’Amministrazione tesa a colpire il trattamento normativo e retributivo dei lavoratori, chiedendo garanzie di abbandono delle procedure di recupero illegittimamente minacciate già dal corrente mese di maggio e nel contempo siamo disponibili ad approfondire ogni possibile prospettiva di miglioramento dei servizi, nel rispetto delle reciproche competenze e responsabilità e non senza una effettiva verifica delle stesse; tutto ciò al fine di facilitare la ricerca di soluzioni organizzative, economiche – finanziarie e gestionali atte ad garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi ai cittadini e la programmazione di modalità organizzative che assicurino il buon andamento amministrativo, l’imparzialità e la trasparenza, valorizzando le competenze professionali e facendo salve le condizioni contrattuali e di lavoro del personale. A sostenere tutte le iniziative anche a Livello nazionale e legislativo utili a risolvere la vertenza. Senza certezza di continuità alla consistenza delle buste paga dei dipendenti comunali domani 7 maggio non sarà possibile continuare alcuna trattativa e, in questo caso, l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici di Roma Capitale riunita oggi in Campidoglio, dà mandato, fin d’ora, alle organizzazioni sindacali di attivare tutte le iniziative legali utili a tutelare i diritti dei lavoratori ed indire lo sciopero di tutto il personale capitolino in tutte le forme previste dalla legge.

Infine l’assemblea da mandato ai sindacati a subordinare la sospensione delle azioni sindacali e legali unicamente a seguito della garanzia da parte dell’Amministrazione di rinuncia di ogni qualunque azione tesa a colpire il trattamento economico e normativo del personale che prescinda da un confronto sindacale e dietro l’impegno da parte della stessa a mettere in campo azioni di confronto con la RSU e le Organizzazioni Sindacali sul piano della riorganizzazione della macchina amministrativa e per una ottimizzazione dei costi. Il Sindaco dovrà in coerenza con quanto dichiarato ripetutamente in questi mesi: aprire un tavolo su sprechi e risparmi per incrementare le risorse a disposizione della valorizzazione del personale. intervenire affinché nessun incarico di nomina politica all’interno del Comune e nelle Società controllate possa essere retribuito più di quanto viene erogato al Sindaco di Roma Capitale”.

La Redazione

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