Un patrimonio immobiliare da 1,4 miliardi, la Regione Lazio fa i conti per fare cassa

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Il Castello di S.Severa, Palazzo Nardini, il S.Giacomo, il Cto, la sede dell’Arsial, il Forlanini, la struttura ex Gil di Ostia, Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino e una villa al mare: le Tortore a Ponza, sono alcuni dei 662 compendi del patrimonio regionale, classificati dal Tavolo Regione-Demanio in nove gruppi, immobili che verranno venduti o valorizzati.

(MeridianaNotizie) Roma, 28 maggio 2014 – Con una delibera adottata ieri dalla Giunta, la Regione Lazio ha dichiarato ufficialmente conclusa la prima fase del percorso, iniziato nel mese di novembre, previsto dalla Convenzione siglata con l’Agenzia del Demanio. E’ stata infatti completata l’analisi preliminare e la classificazione degli immobili regionali: si tratta di un patrimonio che vale almeno 1,4 miliardi di euro (in base all’attuale inventario). Insieme alla clusterizzazione (la classificazione), sono state individuate anche le proposte operative per valorizzare al meglio i fabbricati ed i terreni agricoli di proprietà dislocati su tutto il territorio laziale. Sono stati il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e l’assessore regionale al Bilancio, Alessandra Sartore, a presentare oggi in Regione il lavoro di clusterizzazione dell’immenso Patrimonio e Demanio che si è appena concluso. Delle circa 15 mila unità immobiliari che compongono Patrimonio e Demanio, in questa prima fase, il Tavolo Regione Lazio-Agenzia del Demanio, ha preso in considerazione 6.280 unità del Patrimonio, classificandole in 662 compendi, ossia immobili, complessi di immobili e terreni agricoli, su cui è possibile avviare, da subito, un percorso di valorizzazione e ottimizzazione del rendimento. Il valore totale del patrimonio clusterizzato è di almeno 1,4 miliardi di euro, in base all’attuale inventario regionale. Con la nuova classificazione, è stato spiegato, però, “sarà possibile completare una stima puntuale a valori di mercato”. “Allo stato dell’arte – ha precisato Sartore – nel Dpefr 2014-2016 abbiamo previsto la possibilità di ottenere introiti da alienazione per 100 milioni l’anno in 10 anni, siamo stati molto prudenti”. Partirà ora una seconda fase di analisi che riguarderà, invece, le restanti 1.645 unità del Patregionelaziorimonio di minore entità e valore, più le 6.685 del Demanio, più il patrimonio di Asl, società partecipate e altri Enti. Le nuove entrate provenienti dalla messa a reddito degli immobili potranno dunque “essere utilizzate per ridurre il debito e conseguentemente alleggerire in maniera strutturale il carico fiscale nei confronti dei cittadini”.

Il Castello di S.Severa, Palazzo Nardini, il S.Giacomo, il Cto, la sede dell’Arsial, il Forlanini, la struttura ex Gil di Ostia, Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino e una villa al mare: le Tortore a Ponza, sono alcuni dei 662 compendi del patrimonio regionale, classificati dal Tavolo Regione-Demanio in nove gruppi, immobili che verranno venduti o valorizzati. I gruppi sono infatti accompagnati da alcune proposte riguardanti le modalità di intervento che guideranno l’azione della Giunta, in totale armonia con gli Enti locali coinvolti, per valorizzarli e ottimizzane il rendimento. La delibera adottata ieri in Giunta, infatti, avendo un carattere programmatorio, rimanda ad ulteriori atti l’autorizzazione all’effettiva realizzazione delle linee d’intervento e delle loro modalità di azione. In base alle caratteristiche dei singoli compendi, le proposte operative prevedono: Compendi destinati alla vendita, da realizzarsi attraverso aste on line o ricorso a fondi immobiliari; Compendi da destinare a permuta con altre P.A., anche all’interno di un processo di razionalizzazione e riduzione della spesa per le sedi istituzionali; Compendi da destinare a progetti speciali per restituire al territorio immobili di pregio e di elevato interesse artistico e culturale; Compendi da destinare ad uso pubblico, valorizzandone la destinazione sociale. Per i 37 compendi del primo gruppo, definiti “cielo-terra” e che hanno un valore d’inventario di circa 78 milioni, l’indirizzo prevalente è la cessione. A questo gruppo appartengono anche complessi residenziali situati al centro di Roma: a via Belsiana, via del Moro e via di Parione. C’è poi l’albergo “Al Lago” di Sabaudia, comprato nel 2011 su cui da vent’anni pesa un contenzioso.

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