Vantavano conoscenze tra magistrati e forze dell’ordine per influenzare processi e controlli fiscali, 4 denunciati

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(MeridianaNotizie) Roma,  12 maggio 2014 – Millantavano una rete di conoscenze nella magistratura e nelle forze dell’ordine in grado di poter influenzare processi ed “ammorbidire” controlli fiscali. Per questo quattro persone sono state denunciate, a seconda delle posizioni, per millantato credito, tentata estorsione e tentato riciclaggio. Ciò a conclusione delle indagini della guardia di finanza coordinate dalle Procure della Repubblica di Roma e di Perugia, quest’ultima subentrata in ragione del possibile coinvolgimento di magistrati in servizio nella Capitale. Le indagini, inizialmente incentrate su Gian Pietro Carboni, sessantenne romano pregiudicato per vari reati, tra cui bancarotta fraudolenta, produzione e traffico di sostanze stupefacenti, hanno messo in luce che lo stesso, all’inizio del 2012, aveva prospettato, agli amministratori di una società verificata dalla Guardia di Finanza, di poter influenzare le operazioni ispettive, corrispondendo una consistente somma di denaro, grazie a conoscenze di appartenenti al Corpo rivelatesi poi inesistentiguardia-finanza1

Altri rapporti d’affari sono emersi tra il Carboni e tale Giuseppe Iemmolo, che si presentava come “magistrato” con conoscenze al Tribunale di Roma. Ai due si era rivolto un noto professionista speranzoso di ottenere un pronunciamento favorevole in un caso relativo a dissidi familiari. Sia nel primo, sia nel secondo caso, le Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Tributaria di Roma hanno appurato che i due erano in realtà “millantatori”, che non avevano alcuna conoscenza dei pubblici ufficiali che asserivano di conoscere, risultati completamente ignari delle vicende. Durante gli accertamenti, sono saltati fuori ulteriori “affari” della cricca – non andati a buon fine – legati alla compravendita di oro, lire italiane, dollari statunitensi e titoli di credito emessi da banche estere, di probabile provenienza illecita, operazioni che hanno visto coinvolti, oltre al Carboni, il gestore di una sala giochi di Monteverde ed un piccolo imprenditore, nel ruolo di intermediari.

La Redazione

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