VIDEO > Bancarotta fraudolenta da 33 mln di euro tra Roma e Palermo. In manette i costruttori siciliani Cassina

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Il gruppo era poi entrato in crisi nella seconda metà degli anni ’80, in coincidenza con il contenzioso sorto con il Comune di Palermo, relativamente all’appalto per la manutenzione di strade e fognature, conclusosi, nel novembre 2013, con la condanna al pagamento, a favore dell’ Ente, di un risarcimento di 127 milioni di euro.

(MeridianaNotizie) Roma, 13 maggio 2014 – Nelle prime ore di questa mattina, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, di cui due ai domiciliari ed una in carcere, nei confronti, rispettivamente, dei noti fratelli Luciano, classe ’38, e Duilio Cassina, classe ’45, e del prestanome Franco Carlos Salerno, con l’accusa di bancarotta fraudolenta, aggravata da plurime distrazioni di provviste finanziarie dai conti correnti di due società poi fallite.

Circa 33 milioni di euro il valore di quanto sottratto dalle casse delle due  società condotte al fallimento, mentre ammonta a circa 188 milioni di euro il monte debiti accertato e documentato. Eseguite, anche, perquisizioni a Roma e Palermo nei confronti di diverse sedi legali ed operative di 16 imprese, di cui 11 in liquidazione da diversi anni ed affidate alla gestione di altri tre indagati, a cui sono stati notificati avvisi di garanzia per i medesimi reati.truffa-palermo1

L’inchiesta – denominata “clean out”, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e diretta dalla locale Procura della Repubblica – trae origine dal fallimento di due importanti imprese di costruzioni, la “FERRATELLA S.r.l.” e la “FARSURA COSTRUZIONI S.p.a.”, entrambe appartenenti al “gruppo CASSINA”, storici costruttori palermitani che, già negli anni ’80, contava oltre 60 società, operanti sia in Italia che all’estero, impiegando nel settore dei pubblici appalti, dei trasporti, turistico-alberghiero e finanziario oltre 1.500 dipendenti e realizzando fatturati superiori a 250 miliardi delle vecchie lire.

Il gruppo era poi entrato in crisi nella seconda metà degli anni ’80, in coincidenza con il contenzioso sorto con il Comune di Palermo, relativamente all’appalto per la manutenzione di strade e fognature, conclusosi, nel novembre 2013, con la condanna al pagamento, a favore dell’ Ente, di un risarcimento di 127 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di accertare come i fratelli Cassina, già durante la procedura di concordato preventivo della “FARSURA COSTRUZIONI S.p.a.”, avessero operato per dissipare le residue sostanze dell’impresa e aggravandone ulteriormente il dissesto. Il tutto in evidente danno dei creditori, con particolare riguardo all’Istituto di Credito Sicilcassa.

In questo modo Luciano e Duilio Cassina hanno sottratto alle casse delle società quasi 33 milioni di euro, per lo più dirottati sui conti correnti personali. A tal fine, nonostante l’evidente dissesto, hanno anche prolungato la gestione in bonis della società, con l’unico scopo di riscuotere i crediti maturati nei confronti di vari clienti, per lo più enti pubblici, per attività realizzate in epoca antecedente al dissesto.

La Redazione

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