VIDEO > Ricordato in Via Salaria l’omicidio del giuslavorista Massino D’Antona, ucciso dalle BR nel 99

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Accanto alla moglie e al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, c’erano i ministri del governo italiano

(MeridianaNotizie) Roma, 20 maggio 2014 – Una corona deposta nel luogo esatto dove 15 fa fu assassinato Massimo D’Antona dalle Brigate Rosse, sulla via Salaria, superato massimo d'antona1l’incrocio con via Adda, mentre si incamminava verso lo studio, a poca distanza dal suo appartamento. Accanto alla moglie e al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, c’erano i ministri del governo italiano, tra cui il presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone e il ministro del lavoro, Giuliano Poletti.

Giurista e docente di diritto del lavoro all’Università “La Sapienza” e alla Seconda Università degli studi di Napoli, meglio conosciuto come il consulente dell’allora Ministro Antonio Bassolino, D’Antona fu ucciso dai brigatisti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce a causa del ruolo “politico-operativo” che svolgeva, ruolo che, secondo l’organizzazione, faceva di D’Antona un “servitore dello Stato” da eliminare. Il mercato, il diritto del lavoro e l’azione sindacale sono stati l’oggetto principale della sua attività e ricerca scientifica, per questo era presente alla commemorazione un gruppo silenzioso di lavoratori, che per tutto il tempo hanno sventolato le bandiere delle principali sigle sindacali: Funzione pubblica, Spi e Silp Cgil, Cisl, Ugl. Il 20 maggio e’ infatti anche l’anniversario dello Statuto dei Lavoratori.

Cantone definisce il professore “un eroe borghese, che ha dimostrato quanto l’impegno nelle istituzioni a volte si paga anche con la vita. Chi si impegna a cambiare l’Italia – conclude – si può quindi trovare davanti un meccanismo infernale che lo frena. Quei rigurgiti delle Brigate Rosse credo siano oggi scomparsi, ma ce ne sono altri che possono sempre riemergere”

“Oggi dobbiamo pensare che il lavoro è il primo valore a cui ci si deve riferire e che è il senso della vita delle persone. – ha sottolineato Poletti – Quando si trattano questi temi, bisogna quindi sempre avere una grande sensibilità ed una grande passione e voglia di mettersi in discussione: questo credo sia l’insegnamento che ci hanno dato quelle persone che, come D’Antona, lungo la strada e con il loro impegno, hanno dato una mano a conoscere, capire, studiare ed approfondire questi fenomeni. Quindi – ha concluso – dobbiamo a loro una grande riconoscenza e un grande ricordo.”

Servizio di Teresa Ciliberto

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