La bella addormentata nel bosco di Ciajkovskij arriva al Teatro dell’Opera di Roma. L’emozione della grande danza nella capitale

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L’opera di Ciajkovskij è affidata alla direzione del Maestro David Garforth

(MeridianaNotizie) Roma, 16 maggio 2014 – Ospiti internazionali saranno protagonisti con l’Orchestra e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma de La bella addormentata nel bosco, in scena al Costanzi da venerdì 23 maggio (ore 20) con la coreografia di Paul Chalmer che, in questo lavoro, conserva intatto il gusto per lo stile classico, dalla bellezza intramontabile, di Marius Petipa. La bacchetta è quella del Maestro David Garforth, specialista della direzione di balletto. In questo allestimento del Teatro dell’Opera le atmosfere che si richiamano alla famosa fiaba di Charles Perrault sono evocate dalle scene e i costumi di Aldo Buti.labella-addormentata1

Nei ruoli principali si alterneranno: in quello della Principessa Aurora Adyaris Almeida (23 e 24 maggio), Alessandra Amato (Prima Ballerina dell’Opera di Roma; 25 e 28), Gaia Straccamore (Etoile dell’Opera di Roma; 27 e 29), Jurgita Dronina (Principal all’Het Nationale Ballet; 30 e 31) e Alessia Gay (1 giugno); Principe Florimondo Alessandro Macario (ospite residente al San Carlo di Napoli; 23, 24, 27 e 29 maggio), Giuseppe Schiavone (25 e 28), Vladimir Shishov (Primo Ballerino Solista alla Wiener Staatsoper e Principal al Volksoper Wien–Ballett; 30 e 31) e Claudio Cocino (1 giugno); Fata Carabosse Manuel Paruccini (Primo Ballerino dell’Opera di Roma; 23, 24, 25, 27 e 28 maggio), Anjela Kouznetsova (29 e 30) e Alessia Barberini (31 maggio e 1 giugno). E ancora nel ruolo della Principessa Florina si alterneranno Sara Loro, Giovanna Pisani, Alessia Gay e Erika Gaudenzi; Fata dei lillà Marianna Suriano e Sara Loro; Uccello Blu Alessio Rezza, Claudio Cocino e Giacomo Luci.

A più di cent’anni dalla prima rappresentazione (1890), questo balletto ispirato al soggetto perraultiano non smette di affascinare adulti e bambini. Un prologo e tre atti fatti di tensioni e antitesi tra Male e Bene, terreno e surreale, odio e amore. “Nella tensione degli estremi, tra riti e pratiche magiche – spiega il coreografo Paul Chalmer – si profila la possibilità di dimostrare il vero valore dell’unica forza onnipotente e riparatrice, l’amore”.

La Redazione

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