Guai per Bruxelles, in arrivo asse Grillo – Farage: il Parlamento tremi

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Dopo aver rifiutato qualsiasi tipo di alleanza in Italia, è la prima volta che il leader M5s si siede ad un tavolo di trattativa.

(MeridianaNotizie) Roma, 29 maggio 2014 –  Dal VinciamoNoi al VinciamoPoi, dalla negazione della sconfitta al nuovo attacco agli avversari politici ai quali, “non resta che piangere”. Le elezioni europee, dice un Beppe Grillo di nuovo pimpante, non sono state una “sconfitta storica” ma un’ “affermazione”. La rivincita del M5s è alle porte: “è solo una questione di tempo”. Intanto, dice il leader pentastellato, “siamo la prima forza di opposizione in Italia, in attesa di diventare forza di governo”. Una forza che ha dalla sua “la maggioranza relativa degli italiani che hanno tra 18 e 29 anni” e che è “qui per restare e per contare in Europa”. Proprio per questo, a pochi giorni dalla chiusura delle urne per le elezioni europee Grillo è volato a Bruxelles per incontrare Nigel Farage, il leader degli euroscettici inglesi dello Ukip che ha vinto le elezioni in Gran Bretagna umiliando conservatori e laburisti, e per conquistare il suo spazio in Europa. Lo stesso Farage nei giorni scorsi aveva espresso più volte il desiderio di incontrare il leader del M5s per stipulare un eventuale accordo con lui per la formazione di un nuovo gruppo europarlamentare. I due leader, durante un pranzo di lavoro, al quale ha partecipato anche Claudio Messora (responsabile della comunicazione del movimento pentastellare che da tempo starebbe curando i rapporti con altre forze politiche per formare un gruppo al Parlamento di Strasburgo),  hanno discusso di una potenziale alleanza.     beppe-grillo-nigel-farage-3

Dopo aver rifiutato qualsiasi tipo di alleanza in Italia, è la prima volta che il leader M5s si siede ad un tavolo di trattativa: questa volta Grillo ha bisogno di un accordo che consenta ai Cinque Stelle di entrare in un gruppo parlamentare con altri partiti. Solo in questo modo l’M5s potrà contare qualcosa a Bruxelles, far sentire la sua voce eurocritica nel consesso europeo e cercare di ottenere almeno una presidenza e una vicepresidenza. “Se funziona, sarebbe magnifico vedere ingrossare le file dei cittadini al nostro fianco. Se riusciamo a trovare un accordo, potremmo divertirci a causare un sacco di guai a Bruxelles”, ha detto Farage a Grillo che a sua volta gli ha promesso: “siamo ribelli con una causa, e combatteremo con il sorriso”. Obiettivo comune sarà “incutere timore ai burocrati di Bruxelles” salvaguardando per i rispettivi movimenti autonomia di voto. Se la scelta convincerà il Movimento sarà la Rete a dirlo, quando la proposta verrà sottoposta al voto degli attivisti. Per ora ad esprimersi saranno i parlamentari che hanno convocato le rispettive assemblee per fare un’analisi del voto e per dire la loro sull’intesa in Europa.         grillo_farage_2014

Anche se ancora nulla è stato deciso né firmato, Grillo e Farage si incontreranno di nuovo tra qualche settimana in quanto i negoziati sono ormai aperti. Entrambi i leader dei partiti euroscettici sono convinti dell’importanza della democrazia diretta in Europa per raggiungere il cambiamento. Altro punto in comune riguarda il fatto che l’Ukip vuole un referendum per far uscire la Gran Bretagna dall’Europa, Grillo vuole un referendum per far uscire l’Italia dall’euro. Ma non tutti i deputati sono favorevoli all’alleanza con gli euroscettici di Farage. Lo stesso capogruppo alla Camera, Giuseppe Brescia, sottolinea la diversità tra i due movimenti: “Quello inglese – ha ricordato – è fondamentalmente xenofobo, mentre i Cinque Stelle sono quelli che hanno portato all’abolizione del reato di immigrazione clandestina. Noi dobbiamo andare a confrontarci sui temi, ovviamente non su idee diverse dalle nostre. Proporremo alla Rete di pronunciarsi sulla formazione di un gruppo per essere incisivi in Europa”. D’altra parte sono in molti i deputati che non vedono alternative all’accordo. E tra questi ce ne sono anche alcuni di quelli che in passato non hanno risparmiato critiche ai vertici del movimento. E’ favorevole, ad esempio, il deputato Walter Rizzetto così come un altro dissidente come Tancredi Turco, che ha spiegato: “Non vedo altre alternative per fare un gruppo e per evitare di condannarci a non contare nulla”.

Il servizio di Antonella D’Angelo

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