VIDEO > Grillo da Vespa, boom di ascolti per il ritorno del leader M5S sugli schermi della tv di Stato

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Beppe Grillo torna sulla Tv di Stato, dopo 20 anni, e la sua mossa – “assolutamente politica” – gli serve per conquistare una nuova categoria di elettori, quella dei moderati. E sceglie il salotto televisivo per antonomasia: la ‘terza Camera’ di Bruno Vespa, quella dove si fanno e disfano governi e alleanze.

(MeridianaNotizie) Roma, 20 maggio 2014 – Due poltrone bianche, un campanello e un plastico lasciato in camerino. Beppe Grillo torna, dopo 20 anni di assenza, sugli schermi della tv di Stato e fa il suo show. Sceglie per il suo ritorno il salotto storico di Bruno Vespa e impone di andare in diretta, per evitare tagli. Uno spettacolo costruito ad arte (le scene tagliate si sa impoveriscono un film fatto bene!), fatto di battute pungenti, spot elettorali e frasi ad effetto, pensate per non deludere i tanti “fan” del Movimento e per cercare di accattivarsi le simpatie di chi l’ha sempre visto raccontato dai detrattori. Una vera e propria campagna elettorale in vista del primo confronto dopo mesi, occasione per i grillini di dimostrare di essere una forza politica seria e costruttiva. E Grillo non poteva sottrarsi. Non poteva questa volta limitarsi a parlare da un palco circondato solo dai sostenitori, doveva fare gli occhi dolci, e non spiritati, e attirare gli under 50 con il debole per la televisione pubblica.

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“Non sono Hitler”: Beppe Grillo torna sulla Tv di Stato, dopo 20 anni, e la sua mossa – “assolutamente politica” – gli serve per conquistare una nuova categoria di elettori, quella dei moderati. E sceglie il salotto televisivo per antonomasia: la ‘terza Camera’ di Bruno Vespa, quella dove si fanno e disfano governi e alleanze. “Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale” avverte Grillo che celebra il funerale al premier in carica. “L’ebetino è gia’ finito: parliamo del nulla, del niente” e questo delle europee “è un voto politico. O noi o loro”.

Per portare a termine la sua marcia ha però bisogno di convincere chi del Movimento ha paura. Per questo la prima cosa che contesta al giornalista che lo ospita in Tv è una sua foto che campeggia in studio con gli occhi spiritati. “Se vedessi uno così avrei paura a votarlo anche io” si lamenta il leader del Movimento che stasera, invece, vuole solo rassicurare. “Senza di noi la violenza sarebbe esplosa nelle piazze. Noi abbiamo incanalato la rabbia in un movimento democratico”.

Ha studiato il rientro in Tv nel dettaglio: ha anche costruito un plastico, come quelli che hanno fatto la storia di Porta a Porta. Lo svela davanti alle telecamere nel cortile di via Teulada: la Rai non gli consente di portarlo in studio (“non fanno entrare le cose di plastica e poi invitano Berlusconi”, ironizza) ma lui lo mostra ai fotografi. E a Bruno Vespa: “ho un regalo per te”. E’ un castello, quello di Lerici, che tanto lo impressionava quando era bambino. Ci sono delle segrete da cui spuntano politici, imprenditori e giornalisti. Tutti lì, Monti, Renzi, Napolitano e Vespa imprigionati in attesa del “processo” del Movimento. “Ci vorrà un anno ma lo faremo” annuncia e mette alla sbarra anche De Benedetti e Tronchetti Provera. “Vinceremo le Europee e poi le Politiche e nell’attesa faremo questi processi on-line” spiega. Poi sale in Rai: si chiude in uno stanzino con Vespa e insieme si scattano un ‘selfie’.grillo-vespa3

“Sei un fossile” dice al giornalista che incalza l’ex comico. “Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto” lo provoca. Se sono qui, dice senza infingimenti, è perchè “è una mossa politica. Ci sono le europee”. Elezioni che, assicura, il Movimento vincerà e poi “diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica” e neppure Renzi. “Siamo già la prima forza politica del Paese”. Al premier, che stigmatizza il suo linguaggio e lo condanna per aver alluso alla lupara bianca, replica: “è una espressione giornalistica. Significa che questi politici sono ormai scomparsi. Monti, ad esempio, chi se lo ricorda? Un usciere della Bocconi l’altro giorno l’ha fermato e gli ha detto: “lei chi è? dove va?”.

Grillo ha messo in campo uno show supportato dalla credibilità di chi ancora non si è sporcato troppo le mani negli affaire della politica. Grillo ha avuto un’ora per parlare a ruota libera di qualunque argomento possibile e immaginabile e ha buttato tanta di quella carne al fuoco che si potevano fare tre trasmissioni e passare sei mesi a fare fact checking. Ha fatto nomi e cognomi, ne ha dette di tutti i colori contro aziende e persone specifiche senza nascondersi. Non è stato perfetto ovvio, ma ha colto l’obiettivo e si è fatto riconoscere. Ha surclassato Vespa, che ha potuto solo ammiccare e abbozzare con un sorriso degno dei suoi plastici. Beppe ha spopolato sia in tv che sui social network. Ma sarà riuscito a scrollarsi di dosso quelle somiglianze con l’ex premier ora membro d’onore a Cesano Boscone?

Non posso sottrarmi da un commento personale. Io nel 1994 ero tra quei milioni di telespettatori che hanno visto Berlusconi da Vespa, un Silvio più giovane. che prometteva un milione di posti di lavoro. Ieri ero tra i 4 milioni che hanno visto Grillo srotolare l’assegnone 5 milioni di euro restituiti dai suoi parlamentari.

Cristina Pantaleoni

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