Alemanno Vs Marino, per la Uil di Roma e Lazio la sfida la vince in sindaco in carica

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(MeridianaNotizie) Roma, 28 maggio 2014 – “Marino batte Alemanno, ma la promozione è ancora lontana”. È il giudizio della Uil di Roma e del Lazio, con il segretario generale Pierpaolo Bombardieri, sul sindaco capitolino, a 11 mesi dall’insediamento della Giunta da lui guidata. Nell’indagine “Alemanno e Marino a confronto: bilancio di un anno di attività”, realizzata in collaborazione con Eures e presentata stamani, spiccano sì il risparmio di 900mila euro (-28,3%), un numero inferiore di sedute di Consiglio, un incremento della presenza femminile e dei contratti stabili. Ma rimangono, fa notare Bombardieri, “ben 96 collaborazioni avviate quest’anno con un’uscita di bilancio preventivata di 12,5 milioni di euro e un costo medio pro capite di 130 mila euro: uno schiaffo ai tantissimi disoccupati e cassintegrati del Lazio”. Sotto accusa anche “i 24,5 milioni di euro di spese per i dirigenti di Roma Capitale, dieci volte di più dei 2,3 milioni di costo delle retribuzioni annuali dei rappresentanti politici (1 milione per la Giunta, 1,2 per i consiglieri)”.alemanno

Un dato, quest’ultimo, comunque inferiore ai 3,2 milioni del primo anno di Alemanno sindaco, con un risparmio di 300mila euro per la Giunta e 600mila per il Consiglio. Proprio dall’Assemblea capitolina arrivano cifre interessanti. Se da un lato ha ospitato 48 sedute in 10 mesi, molte meno delle 67 della precedente legislatura, con un impegno dei consiglieri per 238 ore, pari a 30 giorni lavorativi, rispetto alle 315 ore e ai 39 giorni di Alemanno, dall’altra fa registrare un surplus di partecipazione, 93,2% contro l’88,2% del periodo analogo. 570 sono invece gli atti approvati da giugno 2013 ad aprile 2014 dalla Giunta Marino, il 26,7% relativo a incarichi di lavoro. Seguono le delibere relative alla finanza locale (14,3%), alle società partecipate (9,8%), urbanistica (7,9%), affari istituzionali (6,8%). Identiche la priorità per la Giunta Alemanno, che nonostante i 771 atti convalidati, (il 26,1% in più) rivelatasi però meno produttiva in media: nei primi 10 mesi del sindaco dem sono stati approvati 11,4 atti, a fronte dei 10,4 dell’ex ministro dell’Agricoltura. Che si prende però una “rivincita” in Giunta: ciascun assessore del team Marino ha approvato 22,2 delibere, a fronte di 28,8 per Alemanno.

“Il sindaco vince perché in questo primo anno la riduzione dei costi della politica è rilevante – spiega Bombardieri – però c’è da dire che è anche grazie alla spending review che ha ridotto il numero di assessori e consiglieri”. Marino “deve ancora lavorare parecchio per essere promosso: c’è il problema di Atac, del bilancio e del personale. In questo momento Roma non ha ancora una propria dimensione, una propria mission”, chiosa. Per il presidente di Eures Fabio Presutti “dopo la ‘Giunta lumaca‘ dei primi tre mesi”, il Comune ha aumentato il ritmo, arrivando tra l’altro a produrre un numero significativo di delibere proprio sul tema delle società partecipate su cui abbiamo sollecitato interventi”.

La Redazione

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