VIDEO > Il Papa arriva in Calabria e si ferma a baciare un ragazzo disabile

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(MeridianaNotizie) Roma, 23 giugno 2014 – “Torturare le persone è un peccato mortale, è un peccato molto grave”. Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus. La festa del Corpus Domini invita tutti a farsi “pane spezzato” per gli altri. “La nostra vita così si fa dono”. Lo ha detto Papa Francesco all’ Angelus. “Gesù sottolinea che non è venuto in questo mondo per dare qualcosa, ma per dare sé stesso, la sua vita, come nutrimento per quanti hanno fede in Lui. Questa comunione con il Signore – ha detto il pontefice – impegna noi, suoi discepoli, ad imitarlo, facendo della nostra esistenza un pane spezzato per gli altri, come il Maestro ha spezzato il pane che è la sua carne”. Il Papa ha evidenziato che ogni volta che partecipiamo alla Messa e facciamo la Comunione, “la presenza di Gesù e dello Spirito Santo in noi agisce, plasma il nostro cuore” e questo ci aiuta ad assumere comportamenti coerenti con il Vangelo, come “la docilità alla Parola di Dio, la fraternità tra di noi, il coraggio della testimonianza cristiana, la fantasia della carità, la capacità di dare speranza agli sfiduciati, di accogliere gli esclusi”. E’ solo “la carità di Cristo, accolta con cuore aperto” a renderci capaci “di amare non secondo la misura umana, sempre limitata, ma secondo la misura di Dio, cioè senza misura”. “La misura di Dio – ha ripetuto più volte il Papa – è amare senza misura”.papa-calabria1

“Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati”, ha detto il Papa nella omelia della messa che celebra nella Piana di Sibari durante la sua visita in Calabria. “La ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa che celebra nella Piana di Sibari, davanti a oltre duecentomila persone.

“La Chiesa – ha detto il Papa dopo aver chiesto di combattere la ‘ndrangheta – che so tanto impegnata nell’educare le coscienze, deve sempre più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo domandano i nostri giovani, bisognosi di speranza, Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare”. I giovani anche in Calabria sapranno opporsi “al male, alle ingiustizie, alla violenza con la forza del bene, del vero e del bello”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa che celebra nella Piana di Sibari, dopo aver incoraggiato il progetto Policoro, “un segno concreto di speranza”, ha detto, “per i giovani che vogliono mettersi in gioco e creare possibilità lavorative per sé e per gli altri”. “Voi, cari giovani, – ha raccomandato – non lasciatevi rubare la speranza!”.

Momenti di commozione durante la visita di Papa Francesco in Calabria, che a Castrovillari ha incontrato il padre ed altri familiari di Cocò Campolongo, il bambino di tre anni bruciato e ucciso a Cassano allo Jonio. Durante l’incontro ha detto: “Mai più succeda che un bambino debba avere queste sofferenze”. “Prego continuamente per lui, non disperate”, ha detto Francesco ai familiari di Cocò Campolongo nel corso dell’incontro avvenuto nel carcere di Castrovillari. “I familiari del bambino – ha detto vescovo di Cassano, mons. Nunzio Galantino – hanno pianto incontrando il Papa. E’ stato un momento davvero commovente”.

“Il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena” “è essenziale e l’attenzione in proposito deve rimanere sempre alta”. Lo ha detto il Papa incontrando i detenuti del carcere di Castrovillari in Calabria, “primo gesto – ha sottolineato – della mia visita pastorale” in Calabria. Ma ciò “non è sufficiente se non accompagnato da un impegno concreto delle istituzioni in vista di un effettivo reinserimento nella società”.

L’elicottero con Papa Francesco è atterrato nell’area antistante il carcere di Castrovillari, prima tappa della sua visita in Calabria. Il pontefice è stato accolto da centinaia di persone e da un lungo applauso. Successivamente ha attraversato due ali di folla ed è entrato nel carcere dove è stato accolto dal direttore Fedele Rizzo. “Sono emozionato e felice”, ha detto mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano allo Jonio e segretario Cei.

La Redazione

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