Goletta Laghi: bacini del Lazio contaminati, maglia nera al lago di Bracciano

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(MeridianaNotizie) Roma, 16 luglio 2014 – “Su diciannove punti monitorati, dieci oltre i limiti di legge. Sul lago di Albano, uno su tre è risultato inquinato, su quello di Bolsena cinque su otto. Nessuno nel bacino di Vico, quattro su sei nel lago di Bracciano”. Questi sono i dati presentati oggi in conferenza stampa da Legambiente, mostrando i risultati del monitoraggio scientifico sui laghi di Albano, Bolsena, Bracciano e Vico.“Rispetto allo scorso anno è aumentata la percentuale di criticità totali rilevate nel Lazio: se infatti nel campionamento del 2013 emergevano otto punti critici su ventitré monitorati, sono dieci su diciannove quelli emersi nel 2014, più del 50%”. “Speriamo – conclude Federica Barbera, responsabile nazionale Goletta dei Laghi – di poter intraprende con l’amministrazione di Bracciano il nostro progetto: il ‘contratto del lago’. Un tavolo dove si potranno sedere amministrazioni, cooperative e tutti i soggetti interessati al buono stato del bacino lacustre e discutere delle criticità e trovare delle soluzioni”.

Sul bacino del lago di Albano – continua Legambiente – già vessato dalle captazioni che ne abbassano costantemente il livello dell’acqua, è inquinato il campione prelevato a Castel Gandolfo Lago, presso via spiaggialago del lago 28. Sempre nel comune dei Castelli romani, rimangono dentro i limiti di legge il prelievo effettuato presso l’incrocio tra via Spiaggia del lago e via Pian del lago e quello presso la foce del rio a metà del bosco sulla sponda orientale. L’esito delle analisi sul lago di Vico è senza ombre: sia il punto presso la spiaggia di Ronciglione, località Arenari, che quello presso la spiaggia di Caprarola, località Scardenato, passano l’esame. Questo bacino vive però problematiche forti riguardanti la presenza dell’alga rossa alimentata dai concimi per i noccioleti dell’area e dalla presenza di sostanze altamente tossiche provenienti dalla dimessa struttura militare della seconda guerra mondiale che ancora giace sul lato sud del bacino. Meno positivo il monitoraggio sul lago di Bolsena. Sono cinque i punti in cui il carico batterico è tale da renderli inquinati: la foce del torrente presso il parco giochi a Montefiascone, la foce del fosso a S. Lorenzo Nuovo in località Prati Renari, la foce del fosso Cannello a Gradoli in località La Grata, il punto a lago presso la spiaggia in via Regina Margherita a Capodimonte e il punto a lago in corrispondenza della foce del fosso Ponticello a S. Lorenzo Nuovo in località Oppietti e a Marta sia l’incile dell’omonimo fiume nel porto sia il punto a lago presso la spiaggia in via Cava. Rispetto all’anno scorso sul Bolsena si confermano alcune criticità, come i punti a Montefiascone e a Capodimonte, e ne emergono altre: i punti a Bolsena e a San Lorenzo nuovo in località Prati Renari nel 2013 erano infatti risultati entro i limiti. Sul lago di Bracciano sono fortemente inquinati in località Rio delle Mole, la foce del fosso Grotta Renare, e la foce del fosso della Lobbra a Bracciano così come ad Anguillara Sabazia: presso la chiusa dell’emissario Arrone e inquinato a monte della chiusa dell’Arrone. Inquinata a Trevignano la foce del canale in corrispondenza dell’incrocio tra via della Rena e via San Pietro. Entro i limiti di legge, invece, ad Anguillara Sabazia, il prelievo effettuato in corrispondenza del civico 42 di via Belloni e a Roma la foce del fosso Polline”. “I risultati che presentiamo oggi, ci fanno pensare che i nostri laghi, splendidi custodi di tanta biodiversità e bellezza, c’è urgente bisogno di risolvere le troppe criticità nuovamente emerse – continua Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – fattori inquinanti che provengono prettamente dai fossi che nei laghi si immettono. Occorre potenziare, dal lago di Bolsena a quelli di Bracciano e Albano, gli investimenti regionali su reti fognarie. Vanno poi messe subito in campo, da parte delle amministrazioni locali, indagini tecnico/territoriali per l’individuazione delle cause vere di ogni situazione inquinante, c’è bisogno di determinare la vetustà e i malfunzionamenti delle reti e delle stazioni di sollevamento fognario e vanno risaliti fisicamente i fossi per censire ed eliminare gli scarichi abusivi dell’entroterra, fattore questo determinante per migliorare le qualità dell’acqua lacustre. Abbiamo iniziato durante questa campagna, con amministrazioni, regione, parchi, cittadini e associazioni del lago di Bracciano, a ragionare insieme sulle modalità di miglioramento dell’ecosistema – conclude Scacchi – è indispensabile farlo per ogni lago e abbandonando eventuali sterili polemiche, sedersi insieme a risolvere i problemi e rilanciare gli splendidi laghi laziali”.

La Redazione

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