Ancora un naufragio sulle coste siciliane, paura per 75 dispersi. Presi due scafisti

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Intanto sono state diffuse le identità di due scafisti, Mbaye Diop, 31 anni del Senegal, e Ebhima Sonko (S), 29 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due sarebbero i piloti di un gommone su cui viaggiavano 70 migranti soccorso il 28 giugno in acque internazionali dall’unità della guardia costiera “Oreste Corsi”.

(MeridianaNotizie) Roma, 2 luglio 2014 – Un’altra strage nel Mediterraneo: dopo i 45 migranti senza vita trovati nella stiva di un barcone, si teme per altre 75 persone che, secondo i racconti dei 27 superstiti salvati ieri dalla marina militare e portati a Catania, risulterebbero disperse. A darne la notizia l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati che “esprime profondo dolore per le nuove tragedie nel Mar Mediterraneo, costate la vita ad almeno 45 persone” e ha riferito: “I superstiti di una massiccia operazione di soccorso condotta in queste ore dalla Marina militare riferiscono di almeno altri sbarchi ragusa 275 dispersi”.

Intanto sono state diffuse le identità di due scafisti, Mbaye Diop, 31 anni del Senegal, e Ebhima Sonko (S), 29 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due sarebbero i piloti di un gommone su cui viaggiavano 70 migranti soccorso il 28 giugno in acque internazionali dall’unità della guardia costiera “Oreste Corsi”.

L’Unhcr “elogia l’operato della Marina militare italiana per l’incessante azione di soccorso che ha portato al salvataggio di oltre 5.000 persone in sole 48 ore e senza il cui prezioso intervento il numero delle vittime sarebbe indubbiamente maggiore”. Ma l’alta Commissariato ha stimato che siano circa 500 i migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2014: “Nonostante gli enormi sforzi sostenuti delle autorità italiane e l’aiuto costante prestato dalle imbarcazioni private, centinaia di migranti e rifugiati innocenti continuano a perdere la vita alle frontiere d’Europa”.

E “queste ulteriori tragedie dimostrano che i rifugiati non hanno altra possibilità se non rischiare la vita nella traversata del Mediterraneo per cercare rifugio da guerre e persecuzioni”. L’Agenzia Onu per i rifugiati ribadisce “la necessità che i governi forniscano urgentemente alternative legali ai pericolosi viaggi per mare”, quali ad esempio il reinsediamento, l’ammissione per ragioni umanitarie e l’accesso agevolato al ricongiungimento familiare, così “garantendo alle persone disperate e bisognose di un rifugio la possibilità di cercare e trovare protezione e asilo”.

La Redazione

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