Baby squillo, condannati tutti gli 8 indagati. 10 anni al dominus Mirko Ienni

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Condannati tutti gli otto imputati coinvolti nell’inchiesta su un giro di prostituzione a Roma in cui erano coinvolte anche due minorenni. Con rito abbreviato il gup ha dato la condanna più alta, 10 anni, al dominus dell’organizzazione, Mirko Ieni. Sei anni alla madre di una delle due ragazzine.

(MeridianaNotizie) Roma, 1 luglio 2014 – E’ stata condannata con rito abbreviato a sei anni di reclusione la mamma di una delle due baby squillo fatte prostituire in un appartamento ai Parioli. Il gup ha anche disposto che la donna paghi una multa pari a 20mbaby-squillo1ila euro, nonché l’ha dichiarata decaduta dalla successione e revocata dalla potestà genitoriale della figlia. Il gup ha inoltre disposto che la madre risarcisca in sede civile la figlia. Dieci anni di reclusione è la pena inflitta con rito abbreviato a Mirko Ieni (16 anni e mezzo era stato chiesto dai pm), ritenuto da chi indaga il principale gestore del “giro” delle due baby squillo. L’imputato è stato inoltre condannato dal gup a pagare una multa pari a 60mila euro. Queste le altre condanne inflitte sempre con rito abbreviato dal giudice Costantino De Robbio: un anno e tremila euro di multa ciascuno per i due clienti Francesco Ferraro e Gianluca Sammarone (otto mesi la richiesta della procura); sei anni e ventimila euro di multa per la mamma di una delle due baby squillo così come chiesto dalla Procura; sette anni e 24mila euro di multa (6 anni era stato chiesto dal pm) per il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla; 6 anni e 30mila euro (5 anni la richiesta) per il commercialista e cliente Danilo Sbarra; quattro anni e 8mila euro (un anno e quattro mesi la richiesta della procura) per il cliente Mario Michael De Quattro; tre anni e quattro mesi (quattro anni erano stati chiesti) per l’imprenditore Marco Galluzzo. Tutti sono stati condannati a risarcire le parti civili in separata sede. Sono stati confiscati i computer già sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione di due minorenni in un appartamento ai Parioli.

In particolare, accogliendo una richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del sostituto Cristiana Macchiusi, il gup Costantino De Robbio ha disposto la confisca dei pc, già a suo tempo sequestrati, che saranno ora affidati ai carabinieri della quarta sezione del reparto operativo per attività di lotta alla pedofilia. Nessuna provvisionale è stata disposta dal gup. Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, cessione di sostanze stupefacenti, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico, sono i reati contestati, a seconda delle posizioni, agli imputati per fatti avvenuti tra il luglio e l’ottobre 2013 nell’inchiesta dell’aggiunto Monteleone e del sostituto Cristiana Macchiusi. Nel procedimento sono costituite parti civili le due minorenni e la madre di una delle due ragazzine che con la sua denuncia diede l’avvio all’inchiesta. Sul banco degli imputati invece si trova appunto l’altra madre, accusata dalla Procura di aver sfruttato la prostituzione della figlia dalla quale si sarebbe anche fatta dare circa 100 euro al giorno. Per quanto riguarda la posizione della donna, il pm ha chiesto la condanna per il reato di sfruttamento della prostituzione e l’assoluzione da quello di favoreggiamento. Ieni è ritenuto da chi indaga il principale gestore del “giro” delle due baby squillo, nonché anche di quello di quattro ragazze maggiorenni. L’imputato è accusato anche di detenzione e cessione di cocaina ed un episodio di interferenza illecita nella vita privata perchè, attraverso il proprio telefono si sarebbe procurato immagini di una delle ragazze impegnata in un rapporto con un cliente. Sul banco degli imputati anche il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla, accusato di aver reclutato e indotto alla prostituzione una delle due minorenni.

Riccardo Sbarra, commercialista nonchè cliente, oltre ad avere avuto rapporti a pagamento con le due minori, deve rispondere anche della detenzione e della cessione di materiale pedopornografico. Analoga contestazione per Mario Michael De Quattro che risponde anche di un tentativo di estorsione, per aver cercato di farsi consegnare 1.500 euro da una minore dietro la minaccia di diffondere un video che la riprendeva durante un rapporto. L’imprenditore Marco Galluzzo, oltre ad aver indotto una minore, le avrebbe anche ceduto cocaina. Hanno ricominciato a studiare e stanno cercando di ricostruirsi una vita normale le due ragazzine finite in un giro di prostituzione in un appartamento ai Parioli. A quanto si è appreso, quella che oggi ha 17enne, figlia della mamma che con la sua denuncia ai carabinieri ha dato il via alle indagini, ha anche sostenuto e superato l’esame di secondo liceo classico da privatista e l’anno prossimo dovrebbe tornare a scuola. Supportata da esperti, sta positivamente svolgendo il suo percorso di recupero. Più complicata la situazione dell’altra minorenne, figlia della madre giù imputata e condannata. Ormai 16enne, vive in una struttura protetta ed è tornata a studiare. Esperti sono al lavoro con lei per cercare di garantirle una vita serena, lontana dal clamore mass mediatico che l’ha vista al centro delle cronache. Una strada lunga e complessa, finalizzata a tornare alla normalità e quotidianità dei suoi coetanei.

La Redazione

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