Latitante condannato per tratta di essere umani fermato ad Ostia, era in Italia sotto falso nome

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 luglio 2014 – È stato notato a bordo di una macchina con targa straniera dagli agenti di una volante del Commissariato di Ostia dalla quale è sceso per incontrare una donna con cui si è scambiato alcune informazioni, prima di cederle una somma di denaro. L’atteggiamento circospetto dello straniero ha insospettito gli investigatori che a quel punto hanno deciso di avvicinarsi per controllarlo. Visibilmente nervoso, alla richiesta dei documenti, l’uomo ha mostrato una Carta di Identità che però, per conformazione e caratteri, non ha convinto gli agenti. Approfondito l’accertamento, i poliziotti hanno scoperto che il nominativo del soggetto riportato sul documento, per corporatura e colore dei capelli, apparteneva a persona diversa da quella che avevano davanti. Interpellato ancora una volta dagli uomini in divisa, il fermato ha confermato di essere la persona le cui generalità erano riportate sul documento ma gli agenti, ormai certi che l’uomo stesse mentendo, lo hanno accompagnato in ufficio ed effettuato nuove verifiche. arrestatopolizia

Un articolata e minuziosa ulteriore indagine, ha consentito agli agenti di scovare la dimora dell’uomo, un appartamento occupato abusivamente nella zona di Ardea, che una volta controllato dai poliziotti ha portato a galla la vera identità dello straniero. All’interno del locale infatti, oltre ad un numeroso quantitativo di generi alimentari, sul quale si sta ancora indagando per cercare di rintracciarne la provenienza, gli investigatori hanno trovato una patente di guida raffigurante l’immagine del fermato e le sue vere generalità, O.G., cittadino romeno di 28 anni, risultato colpito da un mandato cattura europeo emesso dalla Repubblica di Romania per reati concernenti la tratta di esseri umani. Messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, lo straniero è stato indagato anche per aver fornito false generalità all’autorità, mentre sono in corso accertamenti sul grande quantitativo di generi alimentari trovati nel suo appartamento che da un primo esame potrebbero essere di provenienza furtiva.

La Redazione

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