Sbarchi, individuati gli scafisti del barcone con 30 cadaveri. Spallanzani: niente vaiolo, solo varicella

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(MeridianaNotizie) Roma, 1 luglio 2014 – Nuovi sbarchi dopo la tragedia del barcone con 30 cadaveri soccorso nel Canale di Sicilia la notte tra il 29 e il 30 giugno. È approdata all’alba nel porto di Palermo la nave mercantile Mar Atlantic, battente bandiera delle isole Marshall, con 235 migranti. Tra di loro anche 25 donne, una delle quali incinta, e quattro minori. Le operazioni di accoglienza dei profughi sono coordinate dalla Prefettura di Palermo. La nave rifornitrice Etna della Marina Militare italiana, è invece attraccata nel porto di Salerno con 1044 migranti.

Imponente il servizio d’ordine predisposto dalla Prefettura: sul posto ci sono circa 300 uomini della Polizia di Stato, Carabinieri, Esercito, Capitaneria di Porto e Protezione Civile. I migranti saranno sottoposti prima a una fase di riconoscimento, successivamente a controlli sanitari per poi raggiungere a bordo di pullman le località di destinazione che si trovano nelle cinque province campane, nel Lazio, in Umbria e in Molise. Nel Salernitano dovrebbero rimanere almeno 250 migranti che saranno portati nei centri di accoglienza a Sud del capoluogo. Sono nove le postazioni dove i migranti dovranno lasciare le proprie generalità.migranti2

 I primi a sbarcare dalla nave Etna sono stati 85 immigrati affetti da scabbia. Le 85 persone, molte delle quali con mascherine e tute protettive, sono state fatte salire su alcuni pullman per essere trasferiti nelle strutture sanitarie regionali dove saranno curate. Intanto, si è appreso dal delegato alla Protezione Civile del Comune di Salerno, che un centinaio di migranti sarà momentaneamente alloggiato nella sede della Protezione Civile del capoluogo salernitano in via dei Carrari. Da qui, successivamente, dovrebbero essere trasferiti nelle strutture di di accoglienza della regione.

È previsto per le 22 di oggi, nel porto di Pozzallo, l’arrivo di nave Grecale, l’imbarcazione della marina militare con a bordo 566 migranti salvati in due interventi di soccorso e che ha a rimorchio il peschereccio sul quale ci sono i corpi di una trentina di uomini dell’Africa centrale. A rallentare la navigazione sono il mare forte e le cattive condizioni del motopesca. Ieri a Pozzallo sono arrivati 353 dei circa 600 extracomunitari che erano sul peschereccio, compresi molti bambini, alcuni dei quali neonati, e tante donne. Sono stati condotti nel centro di prima accoglienza realizzato nel porto del Ragusa.

La Procura di Ragusa sta valutando la posizione di due extracomunitari che sono ritenuti i probabili scafisti del peschereccio. Il fascicolo ipotizza il reato di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo quanto si è appreso, il procuratore capo Carmelo Petralia deciderà soltanto dopo le autopsie se contestare anche, eventualmente, il reato di morte come causa di un altro reato o addirittura l’omicidio volontario.

È durato meno di 24 ore l’allarme sul caso di malattia infettiva in un migrante della nave Orione. Al termine delle analisi di laboratorio svolte presso l’Istituto Nazionale per le malattie infettive «Spallanzani» di Roma, il ministero della Salute ha confermato che «il paziente è affetto da varicella». L’uomo «è stato trasferito presso la struttura sanitaria romana dal ponte della nave, in navigazione verso la Sicilia, per le cure del caso».

Intanto si scopre che sul peschereccio ci sarebbero stati momenti di forte tensione tra centro africani e siriani. I primi contrasti sul motopesca sarebbero nati perché all’inizio del viaggio il ‘timoniere’ avrebbe sbagliato rotta e successivamente perché, secondo i racconti di alcuni testimoni, dei cittadini del centro Africa avrebbero fatto delle ‘avance’ non gradite a donne siriane. Secondo le prime tesi investigative, la morte dei 30 migranti sarebbe dovuto al ‘sovraffollamentò del peschereccio sul quale c’erano circa 600 persone. Molti giovani centroafricani sarebbero rimasti schiacciati dagli altri ‘passeggerì e bloccati nella sala macchine del motopesca avrebbero inalato monossido di carbonio emesso dai motori.

La Redazione

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