Sul Teatro dell’Opera di Roma si abbatte il fantasma della liquidazione, Fuortes: l’unico stabile a chiudere

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Non finisce l’epopea del Teatro dell’Opera di Roma. Martedì prossimo all’ordine del giorno del Cda del Teatro dell’Opera di Roma ci sarà l’ipotesi liquidazione: ad annunciarlo è il sindaco della capitale Ignazio Marino.

(MeridianaNotizie) Roma, 25 luglio 2014 – “Assistiamo all’ostinazione di due sigle sindacali che – ha dichiarato Marino – non vogliono sottoscrivere il piano industriale, condiviso invece dai rappresentanti di gran parte dei lavoratori del Teatro, né sospendere gli scioperi che stanno penalizzando la stagione estiva a Caracalla”. Domani Cgil e Fials scioperano, salta la terza recita consecutiva della Boheme.laboheme3

Il Teatro: Fials e Cgil porteranno alla liquidazione – ”Ancora una volta il Teatro dell’Opera è costretto a registrare la chiusura totale ad ogni confronto e discussione da parte delle sigle sindacali Fials e Cgil che hanno confermato lo sciopero per la terza recita de La bohème, dopo l’astensione dal lavoro per le due prime rappresentazioni, con grave danno economico immediato e un serio rischio sul futuro del Teatro dell’Opera. Così l’attività sindacale diventa un ‘gioco al massacro’ – continua il Teatro dell’Opera -, voluto da una minoranza, assolutamente dannoso per il presente e soprattutto per il processo di risanamento in atto che ha riportato in equilibrio il bilancio dell’anno in corso. Al 30 giugno si è registrato un risparmio di circa 5 milioni di euro, con più spettacoli e spettatori rispetto al primo semestre 2013”.

I sindacati replicano, “Fuortes mai presente” – E’ un duro botta e risposta quello tra i sindacati del Teatro dell’Opera di Roma e il Sovrintendente Carlo Fuortes. Come si legge in una nota diffusa da Cgil e Fials, “a nessuno degli incontri successivi alla proclamazione degli stati di agitazione e degli scioperi di Cgil e Fials, il Sovrintendente Fuortes si è mai presentato”. I sindacati confermano “l’atteggiamento irresponsabile” della Fondazione e il tentativo di “mistificare le cose”, dal momento che il sovrintendente “è apparso, seppure per pochi minuti, ad alcuni di quegli incontri dove si è esaminato un testo che potrebbe sostituire il contratto integrativo aziendale. Incontri nei quali erano presenti tutte le sigle ma che non riguardano e non hanno mai trattato del piano industriale nel suo complesso”. Dopo l’ennesima riunione con il Dr. Bottaro che si è conclusa “con un nulla di fatto”, la sopravvivenza stessa del Teatro dell’Opera è “messa a rischio”, denunciano ancora le oo.ss., richiamando “le istituzioni che rappresentano i soci Fondatori (regione, comune, ministero) alle loro responsabilità primarie”.

La Redazione

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