Opera di Roma, la ricetta contro la crisi? Più spettacoli d’eccellenza. Presentata la stagione 2014-2015

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(MeridianaNotizie) Roma, 2 luglio 2014 – Più spettacoli senza mai perdere qualità ed eccellenza. Questa la ricetta “anti crisi” presentata oggi alla stampa, dal sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che a fronte del disavanzo delle precedenti gestioni e della progressiva dimuzione dei finanziamenti pubblici per via della crisi economica, ha pensato di rilanciare il teatro, puntando su una decisa crescita della produttività. “Sono soddisfatto che la presentazione della nuova stagione si tenga prima dell’estate e l’impegno per il prossimo anno è di anticiparla ancora in primavera – ha affermato Fuortes – Ma soprattutto siamo soddisfatti per i contenuti quantitativi e qualitativi: c’è un aumento dei titoli e principalmente delle recite: 72 di opera e 42 di balletto, grazie al quale possiamo dire che il teatro non ha mai prodotto tanto; contiamo di accogliere 35-40mila spettatori in più per uscire definitivamente dalla crisi”. Previsti per la stagione 2014-2015: 14 spettacoli di opera e balletto, due in piu’ rispetto alla passata stagione, tra questi 5 nuovi allestimenti, un aumento esponenziale delle recite, con un totale di 115 rispetto alle 89 della passata stagione e le repliche passeranno da 5-7 dell’anno scorso a 8-10.Lo Schiaccianoci

La stagione 2014-2015 volera’ sulla storia della musica dal ‘700 al ‘900 riproponendo titoli di grande repertorio come “Le nozze di Figaro” (1786), “I was looking at the ceiling then i saw the sky” (1995), Tosca, Aida. O dei grandi classici del balletto come “Giselle”, “Coppelia”,”Lo schiaccianoci”, affacciandosi pero’ anche nuove creazioni e orizzonti della musica, del canto e della danza cosi’ da attirare a teatro un pubblico eterogeneo, che vada dagli amanti dell’Opera ai turisti che affollano la Capitale, dai melomani piu’ esigenti ad una curiosa platea di giovani. Un cartellone ricco di nomi prestigiosi, amati dal pubblico e di fama internazionale: a cominciare dal maestro Riccardo Muti, che ha ridato nuova identita’ all’orchestra e al coro del teatro dell’Opera, considerati oggi dalla critica specializzata, tra le compagini piu’ importanti d’Europa. “Il teatro deve soprattutto guardare a se’ stesso, per trovare una forza culturale, musicale ed economica- ha aggiunto Fuortes- La storia ci insegna che le crisi possono diventare opportunita’ di sviluppo”.

La Redazione

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