Salta l’incontro tra Pd e M5S, Grillo: “paese verso la dittatura. Renzi è un ebetone pericolosissimo”

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”Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia è oggi impossibile”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog (facendo riferimento all’Italicum, che dice ‘no agli sbruffoni della democrazia’ e si dice convinto che il Paese stia “scivolando lentamente verso una dittatura a norma di legge”.

(MeridianaNotizie) Roma, 7 luglio 2014 – “Si prende atto che Renzi, le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi, rifiuta con il M5S ogni confronto democratico e che l’Italia dovrà pagarne tutte le conseguenze”, ha scritto ancora Grillo sul blog a proposito del mancato incontro M5S-Pd sulla legge elettorale. Poi ancora: “Stiamo scivolando lentamente verso una dittatura a norma di legge, il M5S non resterà a guardare e spera che i sinceri democratici che esistono negli altri partiti facciano altrettanto”. Renzi “è un ebetone pericolosissimo, quindi molto sottovalutato anche da me, e questo me ne dispiace, ma andiamo verso veramente una grande criminalità organizzata di stampo democratico, quindi io esorto veramente le persone, i cittadini, anche i componenti di altri partiti, se hanno ancora un po’ di barlume di democrazia dentro, non si può fare fuori l’opposizione così, fare finta, questa è gente falsa, ipocrita”: lo afferma Beppe Grillo in una telefonata con ‘La Cosa’ pubblicata sul blog del leader dei 5 Stelle.

“Io abbraccio anche i ragazzi che si sono fatti prendere in giro da questi falsi e ipocriti che vanno 10 punti, parlano del documento che dovrebbe essere consegnato a chi? A casa di chi? A casa della casa della casa di chi?”: così Grillo sempre in una telefonata a ‘La Cosa’ commenta l’incontro saltato tra Pd e M5S, definendo Renzi “un ebetone pericolosissimo, quindi molto sottovalutato anche da me”.

Subito arriva la replica di Matteo Renzi: “Io sono un ebetino, dice Beppe, ma almeno voi avete capito quali sono gli 8 punti su cui #M5S è pronto a votare con noi? #pochechiacchiere”. Così il premier risponde, via Twitter, al leader di M5S. “Non è uno scherzo, sono le regole! Chiediamo un documento scritto per sapere se nel M5S prevale chi vuole costruire o solo chi urla“, scrive ancora su Twitter il presidente del Consiglio in merito al confronto sulle riforme e la legge elettorale con il Movimento 5 Stelle.matteo renzi 2

E’ saltato oggi l’incontro tra il M5S e il Pd sulla riforma della legge elettorale, previsto per oggi pomeriggio. Le aperture dei grillini, arrivate dalle colonne del Corriere della Sera (sì a 8 delle 10 proposte del Pd), non sono bastate ai Democratici, che volevano che le risposte dei 5 Stelle fossero messe nero su bianco in un documento, altrimenti la riunione salta.

 “Il Pd – spiega Speranza alla presidente Boldrini – considera questo confronto molto serio ed importante per il dibattito democratico nel nostro Paese e per dare più forma al percorso delle riforme. Proprio per questo riteniamo imprescindibile che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito democratico”.

“Quello che a noi dispiace – ribatte il vicepresidente M5s della CameraLuigi Di Maio in conferenza stampa a Montecitorio dopo lo stop del Pd – è prima di tutto il fatto che si è persa un’occasione oggi, per gli italiani, per arrivare a punto concreto. Noi – prosegue – abbiamo le idee molto chiare, ma vediamo dall’altra parte molta confusione. Da ora in poi parliamo solo con Renzi, nel Pd gli altri non sono affidabili, siamo esterrefatti”. Il vicepresidente della Camera racconta come dai due vicesegretari dem, Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani siano arrivati notizie diverse sull’incontro che doveva tenersi oggi. “Ora – prosegue Di Maio – aspettiamo quali sono le reazioni dall’altra parte”, da parte del M5S, “non c’è nessuna volontà di far saltare questo tavolo.  Una legge che ha le preferenze, non ha gli sbarramenti”, di fatto, continua Di Maio sottolineando come, “il vero nodo, anche all’interno del Patto del Nazareno, “siano le preferenze.

A stretto giro, il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha risposto a Di Maio che “neanche il PD intende far saltare il tavolo,consapevole del fatto che l’urgenza delle riforme chiama tutti a lavorare con impegno e tempestività, confrontandoci con tutti”.

La Redazione

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