Maltempo, l’allarme dei Verdi: ogni secondo 8 metri quadri d’Italia vengono distrutti

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(MeridianaNotizie) Roma, 4 agosto 2014 – “Dopo l’ennesimo disastro provocato dal dissesto idrogeologico assistiamo ad un’insopportabile ipocrisia di diversi esponenti delle istituzioni che annunciano provvedimenti urgenti e finanziamenti: sono gli stessi che hanno modificato i piani paesistici dal Veneto alla Lombardia passando per il Lazio e arrivando alla Campania per rendere più edificabili e ‘consumabili’ porzioni sempre maggiori di territorio. Lombardia e Veneto sono le regioni più colpite dal consumo del suolo: ma quando il ‘sereno metereologico’ tornerà governo e regioni continueranno a cementificare e consumare il territorio sostenendo che la crescita economica passa da lì, dal consumo del suolo”. Lo dichiara in una nota il copresidente dei Verdi Angelo Bonelli.

“Ogni secondo 8 metri quadri d’Italia vengono distrutti dal cemento o da usi impropri che consumano e alterano l’assetto idrogeologico del territorio italiano portando alla scomparsa 22.000 kmq secondo uno studio dell’Ispra – aggiunge. maltempo-italia1L’Italia non ha bisogno di nuove leggi ma di far rispettare quelle che ci sono: buona parte delle regioni, compreso il Veneto e tantissimi comuni hanno autorizzato edificazioni in aree protette e a rischio: il governo Renzi in pochi mesi non è stato da meno – continua il leader ecologista – Infatti l’attuale governo ha commissariato le autorità di bacino, proposto la soppressione del Corpo forestale e, con il provvedimento ‘Sblocca Italia’, annunciato la semplificazione nel rilascio delle autorizzazioni edilizie: tutti provvediemnti che segnalano che il tasso di ecologia in questo governo, per il quale il contrasto ai cambiamenti climatici non è una priorità considerato che ritiene che il petrolio, uno dei maggiori responsabili del cambiamento climatico, dovrà essere il futuro energetico dell’Italia, è prossimo allo zero.

I mancati interventi contro il dissesto idrogeologico e i cattivi amministratori che, in modo trasversale, con piani urbanistici e edilizi hanno alterato il reticolo idrogeologico e consentito cementificazioni e speculazioni edilizie sono costati al Paese negli ultimi 60 anni 3500 morti e oltre 52 miliardi di danni – conclude Bonelli – Chiediamo subito la moratoria del cemento sulle coste e sul reticolo idrografico e la sua messa in sicurezza; l’apertura di migliaia di cantieri, da tenere fuori dal dal patto di stabilità, in tutti i comuni che vengono messi in ginocchio da piogge e alluvioni e il commissariamento immediato di tutti i comuni che continuano con pianificazioni urbanistiche ed edificatorie in aree protette”.

La Redazione

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