Maxi piantagione di cannabis a Tor de’ Cenci. Preso e condannato il coltivatore

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La piantagione – situata nella gola di un terreno a forma di conca, della superficie di circa 5000 metri quadrati – era accuratamente irrigata con un efficacissimo, sebbene rudimentale, impianto idrico, alimentato da una vicina cisterna, anch’essa occultata tra la fitta vegetazione

(MeridianaNotizie) Roma, 14 agosto 2014 – Si confondeva nella folta vegetazione di macchia mediterranea che costeggia la via Cristoforo Colombo, a Tor de’ Cenci, la piantagione di cannabis avvistata da un elicottero del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia e segnalata ai “baschi verdi” del II Gruppo di Ostia che, grazie alle coordinate GPS, hanno localizzatoguardia-di-finanza-marijuana-cannabis il sito, rinvenendovi numerose piante di canapa indiana alte tra uno e due metri, per oltre 170 chili. La piantagione – situata nella gola di un terreno a forma di conca, della superficie di circa 5000 metri quadrati – era accuratamente irrigata con un efficacissimo, sebbene rudimentale, impianto idrico, alimentato da una vicina cisterna, anch’essa occultata tra la fitta vegetazione.

Dopo lunghi appostamenti nella macchia, le Fiamme Gialle hanno individuato il “coltivatore diretto”, un ventottenne di Roma, che, per attraversare la folta e bassa vegetazione aveva pensato bene di ricorrere ad un vecchio sistema molto conosciuto nel mondo militare per avanzare in territorio nemico: il “passo del leopardo”, consistente nell’avanzare a pancia in giù muovendo simultaneamente braccia e gambe. In questo modo, nella coltre di arbusti e rovi, aveva ricavato uno stretto cunicolo, grazie al quale accedeva alla piantagione. A corredo della coltivazione, sono stati rinvenuti attrezzi da lavoro, ingenti quantitativi di prodotti chimici e fertilizzanti specifici. Altri 250 grammi, già confezionati in dosi e pronti per lo spaccio, sono stati sequestrati nel corso delle perquisizioni, a casa e nell’autoveicolo, unitamente a denaro contante. Il responsabile è stato arrestato per coltivazione e detenzione illecita di stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, con giudizio direttissimo, lo ha condannato alla pena di due anni, concedendogli la detenzione domiciliare.

La Redazione

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