“O vi intestate i cani o ve li prendiamo”. L’ira dell’associazione SIMPA Onlus

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L’associazione SIMPA Onlus si scaglia contro il Comune di Roma per aver cercato di portare via i cani situati in un rifugio a Bassano Romano

(MeridianaNotizie) Roma, 13 agosto 2014 – “Martedì 12 agosto, alle ore 10,  con un fax di preavviso inviatoci il giorno prima, si sono materializzati dinanzi all’ingresso del nostro rifugio a Bassano Romano due responsabili dell’Ufficio Benessere Animali, accompagnati da pubblici ufficiali, con tre furgoni per il prelevamento e il trasporto dei cani. Solo dopo un acceso confronto e sotto l’improbabile destino che gli animali avrebbero avuto  ci siamo trovati costretti ad intestarci gli animali per non farceli portare via. Questo è il modo con cui Roma Capitale, dopo 11 anni di convenzione e senza alcuna negligenza da parte nostra, tratta noi volontari: trattati come delinquenti. Ed i cani trattati come pacchi postali”. Così i volontari del Rifugio Luna dell’associazione SIMPA Onlus, un rifugio di Bassano Romano (Viterbo) convenzionato con Roma Capitale dal 2003. L’associazione “SIMPA Onlus” nasce come rifugio dei cani abbandonati a Bassano Romano (Viterbo)  e si occupa della gestione degli animali presenti nella struttura, circa 40, con l’ausilio dei volontari che vi prestano manodopera ecanile grazie agli aiuti economici per donazione. Nel 2003, il Comune di Roma affida 20 cani con una convenzione da 3.8 euro al giorno per il mantenimento, convenzione che è stata periodicamente rinnovata.

Nel corso degli anni,  una parte dei  cani  sono deceduti naturalmente ed una buona parte sono stati dati in adozione. A tutt’oggi dei venti cani iniziali ne sono rimasti otto, i quali, oltre al mantenimento nutrizionale, richiedono anche cure specifiche dovute all’età avanzata, tutte garantite a spese dei volontari.  “Ogni anno, i funzionari dell’ufficio preposto del Comune di Roma – racconta Margherita Mariani dell’Associazione – hanno effettuato sopralluoghi al fine di verificare il benessere degli animali e la salubrità della struttura  dando sempre parere positivo. Un funzionario ha recentemente commentato: “Se fossi  un cane randagio mi piacerebbe essere ospitato qui.”  “A giugno u.s.  – continua Margherita Mariani –riceviamo un fax da Roma Capitale con il testo di una gara dove ci viene chiesto di accogliere ulteriori animali. Decidiamo di non partecipare poiché con le nostre sole forze riusciamo a sostenere al meglio, con le donazioni e anche autotassandoci, quelli già presenti. Abbiamo rifiutato anche la proposta pervenuta con un secondo  fax alla richiesta di disponibilità per accogliere altri cani. Ora questa nostra non partecipazione alla gara viene usata contro di noi quando noi sappiamo benissimo che altre associazioni non hanno partecipato alla stessa gara ma non per questo hanno ricevuto il diktat che abbiamo ricevuto noi.  I primi di luglio, infatti, l’Ufficio Benessere degli Animali contatta telefonicamente la nostra presidente e, come un fulmine a ciel sereno, i funzionari comunicano: “O si intesta i cani oppure noi li spostiamo in altra struttura” Il 21 luglio, io personalmente mi sono recata presso gli uffici del Dipartimento Ambiente: volevo chiarimenti in merito alla telefonata, disposta ad una trattativa per un benevolo accordo per il bene dei cani anche a fronte  di una somma minore all’accordo di  € 3.80.  Mi e’ stato risposto che al momento non lo sapevano e che a me non doveva riguardare: peccato che la circolare n. 5 del 14 maggio 2001 del Ministero della Salute di attuazione della Legge Nazionale 281 del 1991 contro il randagismo parla chiaro: “in via prioritaria” gli enti locali devono affidare i loro animali a strutture gestite da associazioni di volontariato animalista iscritte all’albo regionale del volontariato. E noi, tra tutti i soggetti convenzionati con il Comune di Roma, non solo siamo una associazione ma siamo sempre stati quelli che sono costati di meno!”. “Ora la situazione è questa: Roma Capitale, che era pronta a spendere 1032 euro al mese per spostare i nostri 8 cani in un’altra struttura convenzionata (quindi l’operazione non nasce certo per ragioni di spending review) risparmia invece i 912 euro al mese che dava a noi.  E noi ci ritroviamo con questi cani da mantenere interamente. Visto il disinteresse di chi dovrebbe tutelare gli animali, e rispettare le persone che se ne occupano,  ci troviamo costretti a chiedere aiuto a tutti i cittadini perchè da oggi gli animali rischiano di non avere cibo. Aiutateci anche e soprattutto con adozioni del cuore: www-simpa-onlus.it “.

La Redazione

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