VIDEO > Bancarotta fraudolenta per la famiglia Capriotti, frode da 15mln di euro per gli imprenditori

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Sono finiti in manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta Enzo, Roberto e Angelo Capriotti, noti imprenditori operanti nel settore edile in ambito nazionale ed internazionale, coinvolti in rilevanti commesse pubbliche. Sequestrato anche un immobile in Brasile acquistato con denaro prelevato da una società fallita.

(MeridianaNotizie) Roma, 7 agosto 2014 – L’attività investigativa ha fatto emergere ingenti distrazioni patrimoniali per un totale di circa 15 milioni di euro in danno dei creditori della S.I.E. COSTRUZIONI GENERALI S.p.A., fallita nel 2011, operante nel settore delle costruzioni. Gli indagati, secondo le ricostruzioni, hanno portato al fallimento 4 società del gruppo e per dissimulare le proprie responsabilità ostacolando la riconducibilità della effettiva gestione delle imprese, avevano predisposto assetti proprietari ed amministrativi di comodo con l’interposizione di “prestanome”.

Il tempestivo intervento della Guardia di Finanza di Roma sono riusciti inoltra a fermare sul nascere la creazione di una bad company da trasferire in Brasile cui attribuire tutti i debiti accumulati nel tempo, attraverso la fusione per incorporazione di ulteriori 5 società tra l’altro gravate da ingenti debiti tributari. Nel corso delle attività sono stati individuati numerosi prelevamenti dai conti correnti bancari intestati alla società fallita, per un importo pari a 3 milioni di euro. Successivamente, parte del denaro distratto, è stato trasferito in Brasile nella disponibilità di Angelo Capriotti per acquisti personali avvenuti, però, con le risorse finanziarie della società fallita.famiglia-capriotti2

Sempre ad Angelo, viene contestata anche una truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici per un ammontare di più di 400.000 euro, ottenuti grazie a fatture false, falsi contratti, false dichiarazioni liberatorie e attraverso la predisposizione di una relazione tecnica che attestava falsamente la realizzazione del 50% di un progetto finanziato con denaro pubblico.

Romano 53enne, Angelo Capriotti ha cominciato da manovale nell’azienda del padre, poi lasciati gli studi ha fatto fortuna nelle gare pubbliche e negli appalti delle carceri. Angelo Capriotti era già è stato arrestato all’aeroporto di Zurigo dalla polizia svizzera nel 2013 per corruzione internazionale in relazione a presunte tangenti versate a esponenti del governo di Panama, con la mediazione di Valter Lavitola per la realizzazione di carceri modulari nel Paese dell’America Centrale.

La Redazione

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