VIDEO > Fisco, fatture false per 11 milioni di euro. A Cesena scoperta la truffa dei bancali rubati

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(Meridiana Notizie) Roma, 22 agosto 2014 – Emettevano fatture false per evadere il fisco, questo l’escamotage adottato da una ditta del commercio all’ingrosso di imballaggi in legno di Cesena che è riuscita a evadere quasi 2 milioni di euro.

Un vizio esteso a tutto il territorio nazionale. Le verifiche della Guardia di Finanza, dal 2011 ad oggi, hanno permesso di effettuato altre 8 verifiche fiscali nei confronti di altrettante aziende, tutte operanti nel settore del commercio degli imballaggi in legno, della Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, risultate non in regola. I maggiori ricavi e costi fittizi sono stati stimati per circa 11,5 milioni di euro ed un’IVA non versata alle casse dello Stato per oltre 2 milioni di euro.bancali2

Tutte le società erano state individuate a seguito di una complessa indagine durata oltre due anni, nel corso della quale le fiamme gialle cesenati, coordinate dalla Procura della Repubblica di Forlì, avevano individuato e sgominato un vero e proprio sodalizio criminale composto da 18 soggetti ed altrettante società (delle quali alcune totalmente inesistenti) che sono stati denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, in quanto responsabili di aver emesso ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti, per decine di milioni di euro. E’ stato proprio grazie alle informazioni ed ai numerosissimi documenti fiscali acquisiti nel corso delle indagini che è stato possibile constatare, nell’ultimo triennio, che gli imballaggi in legno commercializzati erano spesso provento di furto e, grazie a società “cartiere” che emettevano fatture false, venivano rimessi nel mercato a prezzi più bassi evadendo le tasse e alterando in maniera rilevante i prezzi del settore. Gli imballaggi in legno, chiamati anche pallets o bancali, infatti, sono beni durevoli con un proprio mercato gestito da aziende specializzate ed ampiamente sviluppato nelle più importanti zone industriali del territorio nazionale e vengono utilizzati per mobilitare il 90% delle merci, incidendo sul prezzo del prodotto finale al punto che ogni consumatore, insieme ai prodotti acquistati, sostiene mediamente il costo di quattro bancali all’anno.

La società verificata, che di cesenate aveva ormai soltanto il nome, ceduta dal precedente amministratore che se ne era “liberato” dopo le indagini di polizia, era attualmente inattiva e gestita da un prestanome, un perugino di 64 anni, che, pensando in tal modo di eludere i controlli fiscali delle Fiamme Gialle, aveva spostato la sede legale da Cesena a Roma ed era emigrato in Romania. Tali “accorgimenti”, tuttavia, non sono bastati all’amministratore della società, nei cui confronti la Guardia di Finanza ha contestato un evasione per costi fittizi pari a 1.544.921 euro di imposte dirette e 308.984 di IVA.

Il servizio di Diana Romersi

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