La guerra del Cinema America, botta e risposta tra proprietari e occupanti per l’uso dello stabile

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Dalle pagine di La Repubblica le proteste dei proprietari: “Vogliamo lo sgombero”. Gli occupanti rispondono con un comunicato.

( Meridiana Notizie ) Roma, 29 agosto 2014 – Chiedono lo sgombero immediato i proprietari legali dello storico Cinema America, da due anni occupato. Tramite le pagine di La Repubblica il gruppo di proprietari ha fatto sapere di avere sporto denuncia contro la Prefettura per “omissione di atti d’ufficio”, così si legge nel cartaceo del quotidiano, ritenuta responsabile per il mancato sgombero autorizzato dal gip Orlando Villoni.condividere articolo

Un articolo che ha lasciato “perplessi” gli occupanti del cinema. “Rimaniamo molto perplessi da questa richiesta di sgombero della proprietà, soprattutto per il momento in cui viene nuovamente avanzata. – hanno fatto sapere i manifestanti con un comunicato stampa di risposta – A novanta giorni dall’apposizione definitiva dei vincoli, due giorni dopo la direttiva ministeriale del 26 agosto 2014 volta alla tutela della destinazione d’uso di tutte le sale cinematografiche che “rivestono significativi riferimenti con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura del nostro Paese e quelle esistenti almeno dal 1°gennaio 1980” annunciata dal Ministro Franceschini in persona al Festival del Cinema di Venezia citando proprio come esempio la vicenda del Cinema America.”

Tirato prima da un parte e poi d’altra, il Ministro della Cultura Dario Franceschini è al centro delle polemiche dei due contendenti. Mentre l’ufficio stampa del ministro si è affrettato a smentire la dichiarazione dell’architetto Massimo Paganini, portavoce della compagine proprietaria, che ha accusato Franceschini di aver “personalmente richiesto al Prefetto Giuseppe Pecoraro di prorogare i tempi dello sgombero”; sembra essere confermata la volontà da parte di Franceschini “di riavviare l’iter burocratico per porre il vincolo artistico sullo stabile affinché non perda la destinazione d’uso originaria”.

A spingere verso questa decisione sono stati anche i figli dell’architetto che progetto e realizzò le sale dello storico cinema. Carlo, Leone e Silvia Di Castro, in una lettera indirizzata al Mibact e alla Sopraintendenza, hanno chiesto di portare a termine le procedure avviate dal ministero e tutelare il patrimonio artistico presente fuori e dentro lo stabile.

Intanto gli organizzatori del Cinema America Occupato non si arrendono. “Lunedì pubblicheremo la programmazione del mese di Settembre e ripartiremo con alcuni lavori di restauro, volti alla messa in sicurezza del cinema come il rifacimento della pavimentazione della sala e la rimozione delle palanche sulla stupenda facciata rendendo così nuovamente utilizzabili tutte le uscite d’emergenza. – Fanno sapere gli organizzatori – Anziché barricarci, noi riapriamo e restituiamo alla città di Roma un suo tesoro. Non possiamo garantire da soli la riapertura legale dello spazio, ma possiamo garantire che questo spazio non rimanga mai più abbandonato e che non sia più un’immobile in cui regnano ‘degrado e sporcizia’, bensì sia vivo, partecipato e produttivo culturalmente e socialmente… come abbiamo del resto fatto in questi due anni.”

L’articolo di Diana Romersi

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