Separazione consensuale: ora basta una firma in Comune

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(MeridianaNotizie) Roma, 18 settembre 2014 – L’approvazione da parte del Governo Renzi del decreto legge 134/2014 sulla degiurisdizionalizzazione del processo civile è volta a snellire le numerose e annose cause pendenti in corso. Le controversie civili sorte in ambito di diritti disponibili (eccetto lavoro e previdenza) potranno essere d’ora in poi risolte anche con strumenti di risoluzione alternativi, come l’arbitrato, senza passare per il giudice. Il dibattito dei giuristi e degli esperti in materia si è spesso soffermato sulla separazione consensuale e le altre forme di interruzione dei rapporti matrimoniali, e l’accordo sulla necessità di rendere più celere la procedura è unanime. Il decreto sembra seguire questa consenso.

L’articolo 6 del decreto impone una procedura di negoziazione assistita da un avvocato per le soluzioni consensuali di separazione personale o di scioglimento del vincolo matrimoniale. Questa procedura consiste in una trattativa finalizzata alla firma di un accordo tra le parti in forma scritta. La conclusione della negoziazione, che deve essere condotta in modo amichevole secondo il principio di lealtà, non richiede il riconoscimento del giudice per diventare ufficiale ai sensi della legge.separazioni-consensuali1

La vera novità di queste nuove misure urgenti è rappresentata dal nuovo ruolo dell’ufficiale di stato civile. L’articolo 12 consente ai coniugi di separarsi consensualmente o divorziare davanti all’ufficiale del Comune, con tutti gli effetti previsti dalla legge. La condizione richiesta dal legislatore è che il cambiamento di stato civile non sia condizionato da patti di trasferimento patrimoniale. In tal caso la coppia dovrà ricorrere alle altre forme previste dalla legge in materia di cessazione dei rapporti matrimoniali.

La normativa che deriva dal decreto legge però non modifica le tempistiche del divorzio, che potrà essere richiesto solamente una volta trascorsi tre anni dal momento della separazione. Ma il Parlamento sta lavorando alla riduzione dell’intervallo tra i due eventi. Ad Agosto la Camera ha approvato un disegno di legge che consentirebbe di richiedere il divorzio dopo soli sei mesi dalla fine consensuale del rapporto e dopo un anno dalla separazione sancita dal giudice. Si attende l’ok del Senato per l’approvazione definitiva.

La Redazione

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