Morricone scrive ai licenziati del Teatro dell’Opera: “Atto gravissimo, sono indignato”

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(MeridianaNotizie) Roma, 28 ottobre 2014 – Anche il compositore Ennio Morricone, storico autore di colonne sonore e premio Oscar alla carriera nel 2007, scende in campo a sostegno dei 182 lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, licenziati lo scorso 2 ottobre dal Cda dell’azienda. L’ha fatto con una lettera, firmata di suo pugno, in data odierna, con cui esprime “pubblicamente, da cittadino italiano e da musicista, la mia più ferma indignazione per quello che sta avvenendo in queste ore all’orchestra e al coro del Teatro dell’Opera di Roma”. Per l’85enne artista romano, celebre tra l’altro per il lungo sodalizio con il regista Sergio Leone, “il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita è un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla musica e alla cultura tutta, ma anche ai valori fondanti del nostro vivere civile, valori che, proprio nel momento di una grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, dovrebbero essere salvaguardati a tutela di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia”.

“Non è giusto – sottolinea il maestro – che le responsabilità vengano addossate esclusivamente ai lavoratori della musica: di certo la gestione del Teatro può essere razionalizzata, modernizzata e quindi migliorata, ma non possono portarne il peso unilateralmente coloro che, dopo aver vinto severi concorsi internazionali, con l’impegno costante in orchestra e nel coro, e attraverso OPERA, MORRICONE SCRIVE A LICENZIATI: "ATTO GRAVISSIMO, SONO INDIGNATO" - FOTO 1il faticoso e continuo studio a casa dello strumento e della vocalità hanno fatto grandi questo coro e questa orchestra”. Tutto questo “perché il coro e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sono una compagine di prim’ordine, un grande coro e una grande orchestra italiani”. Parole, queste, da cui Morricone allontana il sospetto di favoritismi: “Non lo affermo solo per averli diretti recentemente, o per il rapporto professionale che mi lega a tanti loro componenti, ma soprattutto perché è stato più volte dichiarato dalla stampa nazionale e internazionale, ad esempio nelle recenti tournee in Giappone e al prestigioso Festival di Salisburgo dove, diretti da un maestro del calibro di Riccardo Muti, hanno riportato caldi e unanimi consensi”. Eventi in cui, nota, “c’erano loro lì, a suonare e a cantare, quegli stessi che ora si tenta di dismettere e di ridurre al silenzio”. Non manca, poi, la critica al piano approvato dal Cda dell’Opera: “Non è con le cosiddette esternalizzazioni o precarizzazioni che si migliora la qualità artistica”, che “nasce dall’affiatamento e dalla consuetudine del lavoro assieme che i musicisti portano avanti con serietà, dignità e tranquillità delle loro condizioni professionali: così avviene anche in Italia”. Si arriva così all’appello finale: “Brucia ancora la sciagurata chiusura delle orchestre e cori Rai di Roma, Milano e Napoli: fermiamoci – chiede Morricone – e non annunciamo con la chiusura anche dell’Opera di Roma, un altro triste capitolo per la cultura e la convivenza civile in Italia”.

La Redazione

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