Preferivano banconote fresche di “ritiro”, 3 in manette per rapina

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(MeridianaNotizie) Roma, 7 ottobre 2014 – Erano dei veri specialisti nel rapinare i clienti di banche e uffici postali delle somme di danaro appena prelevate. La loro attività andava avanti da tempo. Sono stati gli agenti del Commissariato Aurelio, diretto dal dott. Fabrizio Calzoni, al termine di laboriose indagini, ad individuare e ad arrestare i componenti della banda. L’attività ha preso il via, alcuni mesi fa, dalla constatazione di un aumento del numero di denunce giunte in Commissariato da parte di persone rapinate all’uscita dagli uffici postali o dagli istituti di credito, dopo aver effettuato prelievi di danaro. Dall’analisi dei singoli casi e dalle prime indagini, effettuate anche con l’ausilio dei filmati ripresi dalle telecamere degli istituti, è emerso che il modus operandi era sempre lo stesso: uno dei componenti della banda aveva il compito di introdursi all’interno e di individuare la potenziale vittima, che veniva poi segnalata ai complici appostati all’esterno, che la seguivano ed entravano in azione.

Già in questa prima fase dell’indagine gli investigatori individuarono uno dei possibili componenti del gruppo ed iniziarono a seguirne le mosse. E’ stato proprio grazie alla paziente opera di osservazione e pedinamento che è stato possibile ricostruire dettagliatamente il modus operandi della banda. Seguendo le mosse della persona individuata, gli investigatori sono risaliti alla sua abitazione, situata in zona Trastevere ed in seguito ad un garage dove era custodita una moto di grossa cilindrata più volte notata sui luoghi delle rapine. Successivamente sono stati individuati altri due scooter utilizzati dai componenti del gruppo e proprio dai mezzi utilizzati gli altri due complici.

Ognuno aveva un compito ben preciso. Uno di questi, in particolare, che a causa di problemi di salute ha un’aria piuttosto dimessa e quindi insospettabile, aveva il compito di entrare all’interno degli istituti di credito e segnalare ai complici le prede più facili e che avevano effettuato i prelievi più consistenti. I tre, partendo dalla zona di Trastevere, quotidianamente si spostavano in quasi tutte le zone della città, spaziando da S. Giovanni all’Eur, da S. Pietro a Monteverde, dalla stazione termini a Monte Sacro, da corso Francia alla Portuense. Nei mesi di indagine i tre sono stati fotografati e filmati sia durante i loro incontri che presso i vari istituti di credito. In ogni banca visitata sono stati acquisiti i filmati del sistema di videosorveglianza che hanno permesso di documentare che gli stessi non eseguivano alcuna operazione bancaria.posto do blocco polizia2 Inoltre, l’averli seguiti per alcuni mesi, ha permesso di accertare inequivocabilmente che i tre non svolgevano alcuna attività lavorativa. Notevoli le precauzioni adottati dai componenti del gruppo per evitare di essere scoperti. In particolare, per recarsi presso i vari istituti di credito, erano soliti giungere da strade differenti ed una volta giunti nel luogo concordato si fermavano in punti distanti tra loro, proprio per non dare nell’occhio. Inoltre erano soliti prestare attenzione non solo verso l’interno della banca ma anche all’esterno e qualora notavano movimenti sospetti desistevano dal loro intento e si allontanavano in breve dal posto, per non rischiare. Erano state numerose le volte che il loro piano era stato attuato ma, per un motivo o per l’altro, non erano riusciti a colpire. L’ultima, però, gli era stata fatale. Dopo aver adocchiato la loro vittima che aveva appena prelevato una somma di 4000 euro da una banca di via Flaminia erano entrati in azione, senza accorgersi che a seguire le loro mosse vi erano gli uomini del Commissariato, che li hanno seguiti fino a che si sono riuniti nel loro solito punto d’incontro a Trastevere e li hanno bloccati, praticamente in flagrante.

Indosso a loro sono stati rinvenuti alcuni oggetti sottratti alla vittima, tra cui anche il suo telefono cellulare. I tre furono denunciati all’Autorità giudiziaria che, messa al corrente delle indagini che si protraevano da tempo e concordando con le risultanze investigative acquisite, ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari ordinanze di custodia cautelare a loro carico. Nella giornata di ieri i provvedimenti sono stati eseguiti. I tre finiti in manette sono V.F., di 58 anni, C.G., di 42 anni e I.M., 59 anni, tutti romani e con svariati precedenti di Polizia, che sono stati rintracciati presso le loro abitazioni e tratti in arresto.

La Redazione

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