VIDEO > “060606 non risponde più”, lavoratori Almaviva Contact contro 280 licenziamenti

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(MeridianaNotizie) Roma, 7 ottobre 2014 – “Marino licenzia 280 persone Call center 060606”, “Se stava mejo quando se stava peggio. Marino sindaco de Tirana!!!”, “060606 Il servizio non risponde piu’ da Roma. No delocalizzazione”, “La calamita’ piu’ grande dal 2008 ad oggi: la Giunta Marino”. Questi alcuni dei manifesti esposti sotto il Campidoglio dai lavoratori di Almaviva Contact, azienda specializzata nei call center che gestisce anche il servizio di contact center del Comune di Roma. I lavoratori chiedono al sindaco Marino di assicurare la continuità occupazionale per le 280 a rischio licenziamento per colpa della perdita di un appalto.

“Almaviva Contact gestisce dal 2008 il contact center 060606 di Roma Capitale. Lo fa con professionalità e con generale apprezzamento dei cittadini. Nel Centro Operativo di Almaviva Contact di Roma lavorano oltre 2.000 persone, tutte assunte con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Circa 300 di tali risorse sono dedicate, da anni, all’erogazione del servizio 060606: l’80% sono donne, l’età media è di 44 anni, oltre 100 i familiari risultanti a carico.
In vista della scadenza del contratto, avvalendosi di un Accordo Quadro Consip, l’Amministrazione comunale ha indetto una gara pubblica per l’affidamento del servizio nei prossimi ventiquattro mesi. Il criterio di aggiudicazione scelto è stato quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. Lo comunica, in una nota, Almaviva.
“Sulla base di quanto comunicato, nonostante il riconoscimento della migliore offerta dal punto di vista tecnico/qualitativo, Almaviva Contact si collocherebbe seconda in graduatoriacall 1 con un prezzo offerto – sconto sulla base d’asta dell’11.88% – in linea con gli altri partecipanti, ma non confrontabile con quello del potenziale aggiudicatario – ribasso del 30.55%.
Il prezzo presentato dal possibile vincitore della gara non raggiunge neanche l’80% del solo costo del lavoro delle nostre persone in servizio, fondato sulla pura applicazione dei minimi previsti dal CCNL di riferimento e sull’opportuno riconoscimento dell’anzianità e dell’esperienza (senza considerare spese logistiche, utenze, investimenti in tecnologia, …).
Il bando non ha previsto vincolo territoriale, dunque non è dato sapere se il servizio 060606 continuerà ad essere svolto sul territorio capitolino (con quali contratti di lavoro?) o in altre regioni (con corredo di incentivi?), ma ciò che preme sottolineare sono le sicure conseguenze per le attività di Almaviva Contact a Roma. Se persino l’Amministrazione della Capitale d’Italia, infatti, non è disposta a riconoscere il corretto costo del lavoro di persone con le caratteristiche dei nostri operatori romani – grande esperienza, impiego a tempo indeterminato, 80% donne, età media 44 anni -, perché dovrebbero farlo i clienti privati?
Se dovessero essere le istituzioni pubbliche a certificare la sostanziale irrilevanza della qualità del servizio offerto, della competenza e della professionalità, stabilendo che sia il solo prezzo a contare, come potremmo continuare a sperare in una evoluzione virtuosa del mercato, orientato a criteri di merito e responsabilità? Perché questo abbiamo fatto negli ultimi anni, segnati dalla folle rincorsa al ribasso delle tariffe, da delocalizzazione senza regole, prima, e contro le regole, poi: sostenere le nostre attività CRM in Italia – e a Roma – con la stabilizzazione di migliaia di lavoratori, con iniezioni di capitali da parte dei Soci, con investimenti in innovazione e con le ottime performances sui mercati internazionali, confidando che le cose potessero cambiare. Il nostro solo impegno non è però sufficiente e la nostra attesa non può essere infinita. Attendiamo, dunque, che Roma Capitale ci faccia sapere se, nella città che nel 1983 ci ha visto nascere, vi sia ancora spazio per le nostre attività di customer care.
I lavoratori di Roma, oggi scesi in sciopero per protestare contro questa situazione, devono comunque sapere che non abbiamo nessuna intenzione di lasciarli soli”.

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