Il Pronto soccorso sociale di Papa Francesco, aiuti alle famiglie e senzatetto

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( MeridianaNotizie ) Roma, 14 novembre 2014 – La Chiesa si fa pronto soccorso sociale. Docce per i senza tetto e un aiuto economico per pagare le spese arretrate. Queste le iniziative benedette dal Pontefice su proposta del suo elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski.SENZA TETTO1

L’arcivescovo polacco ha rilasciato una lunga intervista a Radio Vaticana e all’Ansa in cui spiega che i lavori per le tre docce sotto il colonnato di San Pietro inizieranno a partire da lunedì 17 novembre. “Siamo al centro dell’Europa, mica in Africa, eppure la Città eterna non offre la possibilità di un bagno aperto, una cosa fondamentale – ha detto l’elemosiniere vaticano – Tutti i bagni sono a pagamento e noi vogliamo restituire dignità a queste persone. Certo, non è che non esistano le docce a Roma, perché c’è la Comunità di Sant’Egidio, c’è la Caritas e ci sono alcune parrocchie che le hanno. Ma io cercavo di fare queste docce nelle parrocchie dove ci sono già le mense. I nostri senza tetto vengono già lì per mangiare e allora se 2-3 o 5 al giorno si possono anche lavare, se noi abbiamo 10 parrocchie, significa che in un giorno sono 50, in 10 giorni sono 500!». Monsignor Konrad continua dicendo: “ Questo è un servizio che dovrebbe partire dal Comune, non da noi”. “Lo dico anche al sindaco Ignazio Marino, che è un medico – si rivolge quindi Krajewski al primo cittadino della Capitale – dove dovrebbero andare queste persone a fare la pipì? Eppure, i soldi ci sono, e tante risorse vengono sprecate. Se aspettiamo i timbri dell’assessore e di tutti gli altri, passano mesi o anni! Così, invece si può fare tutto questo in qualche settimana».

Ma c’è di più. Monsignor Krajewski non si ferma solo ai senzatetto ma la sua ambulanza sociale arriva a soccorrere direttamente il portafogli. Papa Francesco aiuta anche a pagare le bollette o le spese arretrate che non fanno più dormire tante famiglie finite sotto sfratto. Il Pontefice ha stanziato lo scorso mese 250 mila euro, dei quali 200mila andranno direttamente alle famiglie bisognose mentre i rimanenti 50mila serviranno ad aiutare i migranti che non possono permettersi di pagare le pratiche burocratiche dei visti.

La Redazione

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