Marino, le multe e la panda rossa: la storia infinita. Il sindaco non può più pagarle!

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(MeridianaNotizie) Roma, 17 novembre 2014 – “La ventilata notizia che il Sindaco di Roma Ignazio Marino sia intenzionato a pagare ‘le multe fantasma’ riaccende l’attenzione sul problema principale di questa tragicomica vicenda che lascia aperto un grande interrogativo: chi è ‘la talpa’ che ha insabbiato le multe del Sindaco? In assenza di una dovuta azione di massima trasparenza da parte della dirigenza dell’amministrazione capitolina interessata, il Sindaco non può conciliare le multe”. Così in una nota Gabriele Di Bella, storico sindacalista Fiadel dei vigili urbani e funzionario del II Gruppo Parioli.

“Per questo – aggiunge Di Bella – sono fermamente convinto che non sia possibile allo stato attuale per il Sindaco potersi recare in modo tardivo a pagare le multe e ancor di più a recarsi un momento dopo, in consiglio comunale martedì per riferire sulla sgradevole vicenda vista la sua duplice e contestuale posizione di ‘trasgressore e controllore’, dal momento che è soggetto direttamente interessato alle multe come responsabile in solido/trasgressore e al contempo è il responsabile politico del funzionamento della struttura che ha emesso le sue multe, quindi in evidente conflitto di interessi. ignazio marinoCredo fermamente sia utile ed indispensabile che, durante il consiglio comunale di martedì siano convocate anche le audizioni del Comandante del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, del Direttore dell’Ufficio Contravvenzioni, del dirigente del 2° Dipartimento Politiche delle Entrate e del responsabile dell’Agenzia Roma Mobilità. In quella sede ognuno per quanto di propria competenza dovrà riferire in merito ai fatti rilevati all’interno dei propri uffici, ciò è necessario per comprendere se il caso Marino sia una posizione isolata o se esiste una consuetudine operandi di una procedura palesemente errata che di fatto oltre a creare ‘la casta di chi le multe le prende ma non le paga’, vanifica il lavoro dei vigili e di fatto crea un mancato introito ed un danno all’erario”.

“Tecnicamente – spiega Di BeElla – dal punto di vista procedurale per le multe in questione sono scaduti sia i termini di notifica (90 giorni) che quelli di pagamento dalla data di contestazione …. ancor di più quindi quelli di pagamento e/o eventuale ricorso (60 giorni). Quindi il comandante generale del corpo è nel diritto dovere di spiegare alla città dove e come sono finite le multe redatte dai suoi agenti a seguito di validazione delle immagini. Solo a seguito di tale indispensabile chiarimento il Sindaco sarà nelle condizioni di poter pagare le multe che come è noto al 61° giorno dalla avvenuta notifica si raddoppiano di fatto i costi della sanzione”. “Nel caso in cui l’amministrazione – conclude Di Bella – durante le verifiche degli atti riscontrasse violazioni di carattere penale deve informare nel più breve tempo possibile l’autorità giudiziaria nel caso specie il dottor Pignatone affinché riunisca il procedimento penale… con la denuncia presentata proprio in Procura dal Sindaco Marino. E’ evidente la singolarità della vicenda, il Sindaco nella prima versione sembrerebbe non aver ricevuto le multe, .. richiede però un permesso retroattivo alla data delle commesse violazioni e tutto questo si vorrebbe risolvere magari con un semplice pagamento delle sanzioni in misura ridotta o ancor di più con lo sconto del 30%”.

La Redazione

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