VIDEO > Caschmere contraffatto a Torino, sequestrati 150mila capi di abbigliamento di falsa lana pregiata

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(MeridianaNotizie) Roma, 1 novembre 2014 – 150mila articoli di abbigliamento e un’intera fabbrica di prodotti in falso cashmere è stata sequestrata dalle fiamme gialle di Torino. I Baschi Verdi avevano infatti notato che in un negozio del centro venivano vendute sciarpe in cashmere a prezzi inferiori rispetto al mercato innescando dubbi sull’autenticità del prodotto.

Dalle successive analisi di laboratorio (effettuate presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Milano) è emerso che, anziché essere composte da un 50% per cento di cashmere ed un 50% di altra lana, erano in realtà composte da un filato contenente in prevalenza viscosa e polyammide e solo in minore parte lana. Inoltre, parte del tessuto conteneva pelo di coniglio e non il pregiato pelo di capra “hircus” da cui si ricava il cashmere. Sono quindi scattate le perquisizioni nelle sedi dei fornitori del commerciante a Milano e Bergamo, che hanno consentito di sequestrare 30mila capi di vestiario con false etichette. In particolare, nel corso delle operazioni svolte nel Comune di Pero (MI), i militari hanno scoperto migliaia di capi con etichette indicanti la falsa dicitura “100% Lana”, applicate sopra quelle originali riportanti “100% Viscosa”.finto-cashmerere1

Lo sviluppo degli elementi acquisiti nel corso delle perquisizioni, ha condotto all’individuazione di una vera e propria fabbrica in Marcon (VE), con tanto di roccatrici e filatrici industriali, in cui venivano realizzati i falsi capi in cashmere. Inoltre presso un magazzino sito in Santa Margherita d’Adige (PD), i finanzieri hanno sequestrato un ingente quantitativo di capi già realizzati e pronti ad essere immessi sul mercato, decine di migliaia di etichette attestanti la qualità del cashmere utilizzato ed eleganti confezioni riportanti il nome di esclusive località turistiche del territorio nazionale quali ad esempio Capri e Forte dei Marmi

L’operazione nel suo complesso ha permesso di denunciare quattro responsabili per i reati di frode in commercio e di messa in vendita di prodotti industriali attestandone falsamente la qualità, tutti tra i 46 e i 68 anni

Servizio di Cristina Pantaleoni

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