Ex convento trasformato in piantagione di marijuana, succede a Palermo

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(MeridianaNotizie) Roma, 21 novembre 2014 – E’ l’ultima di una lunga serie di piantagioni indoor scoperte dai Carabinieri, che ieri sera, al termine di una serie di servizi di osservazione sono entrati in un ex struttura religiosa in Via Nicolò Gervasi, di proprietà della Curia di Palermo. L’ex convento – scuola, un ampio edificio in stato di abbandono, ma occupato da alcune famiglie palermitane, era stato scelto dai criminali quale insospettabile base per i loro affari.DSC02710

I Carabinieri della Stazione di Palermo Piazza Marina, giunti nel cortile, superato un cancello di ferro chiuso con un grosso lucchetto, sono entrati in un’ala dello stabile da dove si accedeva ad un vero e proprio dedalo tra stanze e corridoi. Arrivati all’ingresso, i militari hanno sentito provenire dalla porta un  odore molto forte, che poteva esser percepito fin dalla strada, e presumendo che all’interno potesse essere ospitata una piantagione indoor, dopo aver forzato il lucchetto sono saliti al primo piano, da dove proveniva un odore più intenso che li ha portati fino ad una stanza adibita a serra, riscaldata con lampade alogene collegate a reattori, e ventilata mediante un sistema d’areazione allacciato ad un temporizzatore.

Sotto le lampade erano state sistemate in fase avanzata di fioritura, 25 piante di marijuana, circondate da ventilatori ed un termometro – igrometro digitale, allo scopo di mantenere costante la temperatura e l’umidità. A seguito della perquisizione i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 9 confezioni di marijuana per un peso di circa 150 grammi già pronta per la vendita, 1 panetto di hashish di circa 45 grammi ed una pietra di cocaina di circa 15 grammi e vario materiale utilizzato per il taglio e il confezionamento dello stupefacente. Sul posto interveniva anche personale dell’E.N.E.L. che dismetteva l’allaccio abusivo di energia elettrica che alimentava la piantagione. Sono tutt’ora in corso le indagini degli uomini dell’Arma, al fine di risalire agli autori della coltivazione ed accertare chi avesse la disponibilità dell’immobile. La sostanza stupefacente è stata consegnata al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Palermo per le analisi qualitative e quantitative.

La Redazione

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