Operazione Trolley, la pianificazione dell’omicidio e l’incontro col capo

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(MeridianaNoperazione-trolley2otizie) Roma, 14 gennaio 2015 – Nella mattinata odierna i carabinieri del R.O.S, unitamente ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Perugia, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 20 indagati per omicidio, detenzione e porto di armi da guerra, nonché associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, collegati con la proiezione umbra della cosca ‘ndranghetista dei FARAO-MARINCOLA, colpita dagli arresti eseguiti il 10.12.2014 nell’ambito dell’operazione “QUARTO PASSO”.

Gli interventi hanno interessato anche le province di Catanzaro, Crotone, Perugia, Terni, Prato e Roma. I provvedimenti scaturiscono da stralci della citata indagine, conclusa con l’esecuzione di 61 arresti, che hanno consentito di accertare:

–   nell’ambito della attività investigativa denominata “SOTTO TRACCIA”, attraverso la rivisitazione e la rivalutazione degli atti e delle intercettazioni dell’indagine “ACROTERIUM”, conclusa dal ROS nel 2007, grazie anche alle recenti operazioni di filtraggio compiute dal RIS Carabinieri di Roma sulle fonie dell’epoca, le responsabilità di 7 soggetti, 6 dei quali sottoposti alla misura cautelare in carcere, nell’omicidio di PROVENZANO Roberto, ucciso nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2005 da un colpo d’arma da fuoco alla testa, mentre si trovava all’interno della propria abitazione di Perugia;

–   nell’ambito dell’attività investigativa denominata “TROLLEY”, l’operatività di una organizzazione criminale, collegata al sodalizio disarticolato con l’operazione “QUARTO PASSO”, interessata alla gestione di una fiorente attività di narcotraffico sull’asse Calabria-Umbria, e alla distribuzione di ingenti partite di cocaina nelle province di Perugia e di Terni.

In relazione all’omicidio PROVENZANO, le indagini hanno individuato i mandanti, gli organizzatori e gli esecutori materiali del grave fatto di sangue, scaturito da debiti contratti dalla vittima con l’organizzazione calabrese di cui faceva parte lo stesso PROCOPIO Gregorio, sino ad oggi unico imputato per l’omicidio, il cui giudizio pende presso la Corte di Cassazione.

Quest’ultimo è risultato, unitamente agli indagati AFFATATO Giuseppe e PROCOPIO Antonio, tra i promotori e organizzatori del gruppo dedito all’approvvigionamento di quantitativi di cocaina, del peso di 7-10 Kg per volta che, dalla Calabria, occultati in trolley, venivano trasportati ogni 15 giorni a bordo di autobus di linea e prelevati dai complici presso il capolinea ubicato nel centro di Perugia. Il narcotico veniva distribuito nella regione Umbria, attraverso accoliti calabresi e una fidata rete di spacciatori.

Le attuali risultanze investigative dimostrano come la suddetta organizzazione criminale costituisca la prosecuzione del gruppo calabrese, già capeggiato dai pregiudicati PAPAIANNI Salvatore, BARTOLO Vincenzo ed ELIA Francesco, che nei primi anni 2000 gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti a Perugia e che, in linea con le regole di ‘ndrangheta, aveva determinato l’omicidio di PROVENZANO Roberto, reo di non aver rispettato gli accordi con il sodalizio. Del resto, come emerso anche dal contributo di un attuale testimone di giustizia, AFFATATO Giuseppe, uno dei mandanti dell’omicidio, ancora nel settembre 2013 aveva ricordato ai complici che eventuali “sgarri” nei pagamenti della droga avrebbero comportato “un colpo in fronte”, come avvenuto al PROVENZANO.

Cristina Pantaleoni

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