VIDEO > Cos’è e perché Charlie Hebdo era nel mirino dei fondamentalisti islamici?

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(MeridianaNotizie) Roma, 8 gennaio 2015 – Charlie Hebdo, conosciuto come “Charlie”, è un settimanale satirico senza pubblicità, dallo spirito caustico e irriverente, più volte finito nel mirino dei fondamentalisti islamici per aver pubblicato vignette su Maometto. Il giornale uscì in edicola per la prima volta nel 1970, e prese ispirazione da Charlie Brown e sulle ceneri di ‘Hara Kiri Hebdo’, censurato dopo la clamorosa prima pagina il giorno dopo la morte del generale De Gaulle, seguita ad vasto incendio in una discoteca che aveva causato 146 morti.charlie-hebdo-storia2

In quell’occasione l’Hebdo titolò in copertina «Bal tragique à Colombey – un mort» (Tragico ballo a Colombey [=residenza di De Gaulle] – un morto). A causa di ciò la pubblicazione dell’Hebdo hara-kiri fu bloccata dal Ministro dell’Interno. Senza considerare l’interdizione, il gruppo decise che le pubblicazioni sarebbero continuate, aggirando il divieto cambiando il nome del giornale in Charlie Hebdo. Il nuovo titolo derivava dal mensile Charlie, che Bernier e Delfeil de Ton avevano lanciato nel 1968.

Charlie” deve il suo nome anche ai Peanuts: Delfeil de Ton fu il redattore capo per un anno del “Charlie Mensuel” e pubblicò, introducendoli in Francia, i Peanuts di Charles M. Schulz. C’era un riferimento a Charlie Brown, come quel mensile « pieno di humour e di fumetti », e venne perciò nominato Charlie (alla stregua di Linus che aveva già dato il nome alla celebre rivista italiana).

Il giornale ha un successo straordinario che dura per qualche anno, fin quando le cause in tribunale non gli rendono la vita impossibile. Abbandonato da molti lettori, chiude nel 1981 dopo 580 numeri. Ricompare nelle edicole 11 anni dopo con ispirazione libertaria e populista, e più volte si scontra con le gerarchie religiose, non soltanto quella musulmana. Le prime caricature di Maometto risalgono al febbraio 2006, 400.000 copie vendute e un attentato di matrice islamica. A fine 2011, la redazione viene completamente distrutta da un incendio doloso e il sito del giornale piratato dopo un numero speciale denominato ‘Sharia Hebdo’. Temporaneamente, la redazione si trasferisce nei locali del quotidiano Liberation, per poi migrare in nuovi locali. Ancora nel settembre del 2012, la sede fu blindata dalla polizia dopo le minacce per la pubblicazione di vignette ispirate al film anti-islam “L’Innocenza dei musulmani” che all’epoca stava infiammando il mondo islamico. Charlie Hebdo ha una tiratura media settimanale di 100.000 copie, con 15.000 abbonati.

Quello che i fondamentalisti non hanno calcolato è che ora non c’è più una redazione Charlie Hebdo ma migliaia, sparse in tutto il mondo e con una tiratura e visibilià quadruplicata.

Servizio di Cristina Pantaleoni

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