VIDEO > Festival della Scienza, a Roma le lezioni di Giovanni Bignami, Carlo Rovelli e Daniel Dennett

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(Meridiana Notizie) Roma, 15 gennaio 2015 – Scienza come sfida verso l’ignoto, inseguendo il detto socratico “sapere di non sapere”, per intraprendere il “folle volo” alla base della conoscenza. Con questo motto torna per la 10a edizione il Festival delle Scienze, dal titolo “L’Ignoto – la scienza e l’importanza del non sapere”. All’Auditorium Parco della Musica di Roma, da giovedì 22 a domenica 25 gennaio, andrà in scena quella che per gli organizzatori, Fondazione Musica per Roma e Codice Idee per la cultura, è “la celebrazione dell’incertezza e dell’ignoranza”. Non in termini negativi, ma come capacità di restare nel dubbio, perché, come spiega il fisico Stephen Hawking, “il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione di sapere”.

Tra gli eventi spicca “Quello che non so”, conferenza-spettacolo sui misteri della ricerca contemporanea venerdì 23 alle 21, con la partecipazione, in collegamento video, di Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern. Inoltre, dopo l’inaugurazione, giovedì alle 10.30, con il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica Giovanni Bignami, spazio a “La scienza ci dà certezze”scienza_, lectio di Carlo Rovelli alle 18 in Sala Petrassi. Previsti non solo scienziati, ma anche artisti, filosofi, intellettuali, l’exhibit “Indovina che?” nel Foyer Petrassi e le lezioni di cucina di Carmelo Chiaromonte, con “Mangiocomeparlo”, domenica 25 alle 18.30 al Teatro Studio Borgna.

“Il Festival è un evento importante – ha dichiarato Marino – per me la scienza è uno degli strumenti più utili alla qualità della vita. Se spiegata con semplicità, rende davvero affascinante tutto quello che ci circonda”, ha sottolineato il sindaco. Quest’anno, ha ricordato, “parallelamente all’inizio del Festival della Scienza, abbiamo avviato una gara internazionale per la Città della Scienza a pochi metri dall’Auditorium, un passo in avanti importante per Roma. Così valorizziamo urbanisticamente aree destinate a usi militari, e di fatto abbandonate da tanti anni. Il tutto in un percorso condiviso con il quartiere”. Per Fuortes “ospitare all’Auditorium il Festival della Scienza ci dà un piacere particolare. È un pezzo fondamentale della nostra offerta culturale, rappresenta un fiore all’occhiello della divulgazione in Auditorium, a 360 gradi”. “Da quando è nato – prosegue – il Festival ha sempre avuto un tema, e quest’anno ne abbiamo uno attualissimo, l’incertezza. A parlarne abbiamo invitato non solo scienziati, ma anche intellettuali, filosofi, artisti, oltre il solo dato scientifico. L’altr’anno abbiamo avuto circa 25.000 spettatori – chiosa – un numero molto importante, sono sicuro che quest’anno farà di meglio”. Mentre per Bo il titolo di quest’edizione si spiega così: “È un falso mito che la scienza sia esatta, porta a sempre maggiori risultati ma nello stesso tempo a sempre maggiori domande. Il nostro è un Festival aperto a tutti”.

Il servizio di Diana Romersi

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