Una bertuccia al posto del cane: la storia di Alberta, la scimmia salvata da LAV

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(Meridiana Notizie) Roma, 12 febbraio 2015 – Si chiama Alberta ed è una bertuccia salvata da detenzione illegale. Una storia sfortunata quella della piccola scimmia. Sequestrata dai Carabinieri nel marzo del 2014, ad un privato che la deteneva illegalmente in provincia di Napoli, come fosse un animale domestico, Alberta venne temporaneamente affidata allo Zoo di Napoli, a causa della carenza in Italia di strutture specializzate nella detenzione e nel recupero di questi animali esotici.

Ma Alberta ha recentemente iniziato una nuova vita nel Centro di recupero “Primadomus”, in Spagna, Albertadove sta seguendo un percorso di riabilitazione per vivere in stato semi naturale, con i suoi simili. Grazie all’intervento congiunto di LAV, Corpo Forestale dello Stato e AAP, Alberta potrà finalmente tornare ad “essere una scimmia”: infatti, gli animali selvatici detenuti in condizioni incompatibili con le necessità etologiche della loro specie, fortemente condizionati dall’essere stati trattati per anni come animali domestici, necessitano di un processo di recupero, spesso lungo e delicato, per poter essere reintrodotti in habitat naturali, in libertà protetta, e riabilitati alla socialità.

La storia di Alberta non è un caso isolato, lei è una delle circa 3.000 bertucce presenti in Europa. Animali selvatici in via d’estinzione, trasformati in “animali da compagnia”, a causa di un collezionismo dilagante quanto deleterio, in Italia vietato per legge.

Nonostante nell’Unione Europea, la commercializzazione di questa specie sia vietata dall’anno 2000, il traffico non si arresta, al contrario, negli ultimi anni sta assumendo dimensioni preoccupanti: i dati relativi al periodo 2001-2010, infatti, mostrano che il macaco berbero è stato l’animale CITES più commercializzato illegalmente nell’Unione Europea, oltre che l’animale maggiormente confiscato nei Paesi dell’Unione.

Si tratta di una piaga resa ancora più grave dalla carenza di strutture adeguate per ospitare questi animali, che conduce spesso a ritardare il loro sequestro da parte delle forze di polizia o, in casi estremi, a mantenerli sotto sequestro perfino presso chi li deteneva illegalmente.

Il servizio di Diana Romersi

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