Addio a Elio Toaff, rabbino dell’orgoglio ebreo

0

(MeridianaNotizie) Roma, 19 aprile 2015 – Vogliamo tutti ricordarlo cosi, Elio Toaff, con il sorriso che segna il viso stanco e provato nel giorno del suo 99esimo compleanno, quando i piccoli bambini della scuola ebraica di Roma erano accorsi sotto la finestra della sua casa.

Il rabbino dell’orgoglio ebreo nasceva a Livorno nel 1915. Toaff è stato un dialogatore fermamente convinto del legame tra ebrei e cattolici tanto da accogliere Giovanni Paolo II in Sinagoga a Roma. Scampato ai campi di sterminio nazisti, un giovane Toaff entra a far parte della Resistenza combattendo sulle montagne. Nel dopoguerra, dopo una breve esperienza nella comunità di Venezia, nel 1951 diventa rabbino capo di Roma. Un amore quello per la comunità ebraica che gli ha permesso di portare con mano la sua gente attraverso i cambiamenti che la società imponeva restando sempre e fermamente legato alla tradizionetoaff3

Riccardo Pacifici – «Un grande della storia, un gigante». Così il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici ha definito l’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff morto stasera. «Un uomo che ha fatto la resistenza e ha ridato orgoglio alle nostre comunità. Un uomo del risorgimento ebraico romano ed italiano», ha aggiunto Pacifici.

Il premier Renzi – «Un pensiero carico di gratitudine e affetto per il rabbino Elio Toaff, grandissimo italiano e uomo simbolo della comunità ebraica». Lo scrive su Twitter il premier Matteo Renzi, dopo aver appreso la notizia della morte di Toaff.toaff2

Ignazio Marino –  «Voglio esprimere il mio cordoglio e quello di tutta la città per la scomparsa di Elio Toaff. Un uomo di grande valore che ha dedicato la sua vita alla spiritualità, al dialogo interreligioso, alla memoria e alla conoscenza. Indimenticabile il suo rapporto con Papa Giovanni Paolo II. Nel dopoguerra ha avuto il difficile compito di guidare le comunità ebraiche italiane, restituendo la speranza agli uomini e alle donne che avevano perso tutto e vissuto l’orrore e la barbarie del nazifascismo. Tutti abbiamo inoltre apprezzato la sua straordinaria capacità nel guidare la Comunità Ebraica di Roma. Ha dimostrato in più occasioni di amare profondamente la nostra città. Un affetto ricambiato. Nel 2001, infatti, gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Mi stringo dunque con affetto ai suoi cari e a tutta la Comunità Ebraica. Dedicheremo questi momenti al ricordo di una persona che ha contribuito a rendere migliore la nostra città e il nostro Paese». È quanto dichiara in una nota il Sindaco di Roma Ignazio Marino.

Cristina Pantaleoni

Share.

Comments are closed.