Degrado, sull’Appia Antica “Il tour del brutto”: una lezione di abusivismo

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(Meridiana Notizie) Roma, 19 giugno 2015 – Una guida turistica “abusiva” per raccontare il malfatto e l’illegalità che giace sulle sponde di una delle vie più antiche di Roma. Ci troviamo sulla via Appia Antica e in neanche due chilometri, il giornalista e scrittore Roberto Ippoliti ha organizzato quello da lui definito “Il tour del brutto”, una disagevole passeggiata tra l’abusivismo e l’abbandono.

Il percorso si divide in venti tappe, una via crucis del peccato che porta alla luce attività non compatibili con il parco, tourcome il servizio pullman “Deposito Green Line Tours”, la Carrozzeria Saliola e il concessionario Hyundai, quest’ultimo appropriatosi di un fienile di fine Ottocento, ora di proprietà dell’Asl e mai riconsegnato. L’edificio è segnalato come pericolante.

Accessi chiusi e reperti archeologici abbandonati, il brutto è il bello nascosto sotto il cavalcavia, una necropoli, forse i resti del Tempio di Marte databile V secolo a.C, ma tutto è lasciato all’incuria e ricoperto di rifiuti. Stesso destino per il sepolcro di Priscilla e quello che per la tradizione è il punto in cui il padre della Chiesa San Pietro sentì la voce di Cristo. A ricordare il famoso Quo Vadis che cambiò le sorti della cristianità, un ristorante diroccato. Più fortunato è il Colombario dei Liberti di Augusto, che deve convivere con l’Hosteria Antica Roma o il sepolcro di Geta, visitabile solo se si organizza una festa privata.

Sono privati i terreni recintati dall’Onorevole Antonio Angelucci, deputato e re delle cliniche private. Per i vincoli archeologici è assolutamente vietato costruire. È stato ipotizzato che il sottosuolo custodisca resti di grande importanza. Non visitabile anche Villa San Sebastiano, in cui, come ricorda il proprietario Claudio Lotito: “Ci abitava il fotografo di Mussolini buonanima, poi ci sono stati i D’Amico, gli armatori. Io l’ho fatto diventare il mio quartier generale”. Infine l’ultima villetta misteriosa, di proprietà dell’Ama, è un centro di raccolta “per la consegna di batterie auto al piombo”.

Qui tutto procede con la scarsa presenza, se non l’indifferenza delle istituzioni. A pesare sull’area il groviglio di competenze distribuite fra tre comuni (oltre Roma, anche Marino e Ciampino), vari assessorati, due municipi, due sovrintendenze, Regione Lazio, ministeri, Stato del Vaticano (proprietario di molti beni) e naturalmente Parco dell’Appia Antica. Sembra proprio che sia un’altra occasione mancata. L’antica Regina Viarum potrebbe essere un’ulteriore ricettacolo di turisti, a pochi passi da centro e direttamente collegata al Parco della Caffarella. Peccato che l’incolumità non sia garantita, un po’ come tutto il decoro dell’area.

Il servizio di Diana Romersi

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