2mila euro per passare un controllo fiscale, commerciante cinese in manette a Catania

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(MeridianaNotizie) Roma, 12 giugno 2015 – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno tratto in arresto in flagranza del reato di istigazione alla corruzione una commerciante cinese. Z.Y. di anni 41, infatti, ha tentato di corrompere due finanzieri del Gruppo di Catania che si accingevano ad eseguire un provvedimento di confisca e distruzione di merce sequestrata. L’attività scaturisce da un servizio delle Fiamme Gialle a contrasto della contraffazione marchi e dei prodotti non sicuri, culminato, nell’aprile dello scorso anno, con un ingente sequestro di merce irregolare.

I finanzieri, a seguito dell’iter amministrativo definito dalla Camera di Commercio di Catania, si sono recati presso il magazzino ove era custodita la merce oggetto del provvedimento, accorgendosi in quel momento che tutti i prodotti in sequestro, circa 250.000 articoli, erano stati sottratti. Nello specifico, la responsabile aveva abilmente svuotato del loro contenuto tutti i cartoni in cui era imballata e sigillata la merce, ma lasciandoli apparentemente intatti al fine di sviare eventuali controlli.

L’escamotage non è naturalmente passato inosservato e la responsabile, vistasi scoperta, ha tentato di corrompere i finanzieri, prelevando dalla tasca una consistente mazzetta di banconote e offrendola ai militari affinché non procedessero a contestare la sottrazione dei reperti. L’iniziativa della commerciante cinese non lasciava alcun dubbio sul tentativo criminale messo in atto.corruzione-catania2

I finanzieri, ligi al dovere, non si sono lasciati intimorire dal gesto sfrontato della Z.Y. e l’hanno immediatamente tratta in arresto per il reato di istigazione alla corruzione. La stessa è stata tradotta presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza di Catania a disposizione dell’A.G. etnea, mentre il denaro “offerto”, per un totale di 2.000 euro in contanti, è stato sequestrato.

La responsabile dovrà rispondere, inoltre, dei reati di violazione di sigilli e sottrazione di beni sottoposti a sequestro, mentre un altro cittadino cinese, gestore del magazzino dove era custodita la merce, è stato denunciato per il reato di favoreggiamento.

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