A Roma torna a sfilare l’orgoglio omosessuale al grido di “Liberiamoci”

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(MeridianaNotizie) Roma, 3 giugno 2015 – A Roma torna a sfilare l’orgoglio omosessuale al grido di “Liberiamoci”. I carri arcobaleno del Roma Pride sfileranno per le vie della Capitale sabato 13 giugno. Il corteo colorato e chiassoso, accompagnato da musica e balli, si snoderà nel centro storico da piazza della Repubblica al Colosseo.

“Lo slogan – ha spiegato Andrea Maccarone, portavoce del Pride – è ‘liberiamoci’ per lanciare idealmente la liberazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer”. Tra gli striscioni che apriranno la parata ci sarà, per la prima volta, il logo del Comune di Roma.

Nel dettaglio, il Gay Pride romano, quest’anno gemellato con quello di Belgrado, partirà da piazza della Repubblica per arrivare a piazza Venezia. “Passando anche da piazza Vittorio, simbolo di convivenza multietnica e multiculturale” ha detto, illustrando il percorso, Andrea Maccarrone, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. La giornata del Pride verrà preceduta da 6 giorni preparatori al Pride Park allestito alla Città dell’Altra Economia, all’ex mattatoio di Testaccio, con eventi, tavole rotonde e naturalmente feste a tema.gay-pride2

Saranno 15 i carri allegorici preparati dalle più diverse realtà, dalla Cgil al centro sociale Acrobax, 5 in più della scorsa edizione. Due gli hashtag su Twitter, #liberiamoci e #human. E, per la prima volta, il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale, accompagnati dai minisindaci dei municipi romani, sfileranno dietro uno striscione del Campidoglio, con la scritta ‘Roma’ e lo scudo simbolo della città.

“Col Pride diventiamo soggetti della nostra liberazione individuale, un processo mai concluso; ma anche di una liberazione collettiva, tanto più importante oggi che tanti spazi di libertà e autodeterminazione conquistati in passato sono sotto attacco e messi in discussione” ha specificato il comitato organizzatore della manifestazione.

Subito imitato da Andrea Maccarone: “Vogliamo vivere alla luce del sole i nostri diritti umani. In questo percorso i Paesi europei e gli Usa hanno compiuto passi da gigante, mentre la Russia e altri stati dell’est Europa hanno compiuto pesanti passi indietro. Noi siamo in mezzo, in una sorta di limbo”. Maccarone ha poi proseguito con un riferimento all’attuale legge sulle unioni civili, che ha definito “inadeguata”: “La proposta a firma della senatrice Cirinnà, ora in esame al Senato, istituisce un ghetto: le unioni civili all’italiana ricalcano il vecchio modello tedesco di 15 anni fa, che in questo periodo è rimesso in discussione e sta per essere cambiato”.

Cristina Pantaleoni

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