Mafia Capitale, Orlando alla Camera: “Corruzione dilaga in uno Stato fragile”

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(Meridiana Notizie) Roma, 25 giugno 2015 – “Questo Paese ha sconfitto i fenomeni più gravi quando ha saputo realizzare un grado sufficiente di coesione e solidale responsabilità di tutte le forze politiche, sociali ed economiche”. Lo ha detto nell’informativa alla Camera su Mafia Capitale il ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo cui ora è necessario “uno sforzo comune” per sconfiggere il malaffare. Secondo Orlando, infatti, “è fondamentale il ruolo dei partiti nella selezione di una classe dirigente moderna e capace di agire con rigore ed efficienza”. Il ministro ha quindi ricordato che dopo i primi arresti di ‘Mafia Capitale’ “la prefettura, d’intesa col Viminale, ha provveduto a sospendere gli amministratori locali coinvolti nell’inchiesta, a verificare i condizionamenti della mafia nell’amministrazione romana, aorlando istituire una commissione che accerti proprio la presenza di questi condizionamenti”. E “l’ampia relazione, depositata nei giorni scorsi, è oggetto di valutazione e di studio” da parte del prefetto che riferirà al ministro Alfano entro il 30 luglio.

“La contestazione di numerosi reati contro la pubblica amministrazione rivela una preoccupante pervasività della corruzione a livello di amministrazioni locali”, ha precisato Orlando. Secondo il ministro, il sistema di Mafia Capitale “ha saputo adattarsi alle dinamiche attuali, affrancandosi dai vecchi metodi della criminalità romana in stile ‘banda dalla Magliana’, che aveva un’organizzazione più fluida, non gerarchica ma basata sulla personalità di alcuni membri. Pignatone, nelle sue indagini, rivela come sia tuttora frequente l’associazione con fatti di criminalità comune, ma soprattutto l’infiltrazione nel sistema economico, con l’obiettivo di ottenere appalti, forniture e servizi”.

“Siamo di fronte a una evoluzione del fenomeno mafioso che richiede nuovi e rafforzati strumenti di analisi, prevenzione e contrasto penale”, ha perciò auspicato il guardasigilli. “Il quadro che emerge da molte inchieste odierne – ha spiegato – ci offre lo scenario di apparati statuali esposti a un’influenza corruttiva pervasiva e una politica che sempre più frequentemente recita una parte ancillare e subalterna”. Il governo, ha continuato Orlando, “ è pienamente consapevole delle ripercussioni che i fatti di Mafia Capitale hanno sul funzionamento della pubblica amministrazione e siamo impegnati in una sfida cruciale in cui è fondamentale eliminare ogni rischio di infiltrazioni. In questo senso si era già mossa la legge Severino, ma questo governo ha rafforzato i poteri dell’Autorità anticorruzione col compito di prevenire fenomeni corruttivi nelle società controllate e in ogni ambito della amministrazione pubblica”.

Il servizio di Diana Romersi

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