Arrestati italiani convertiti alla jihad, le isturioni per gli attacchi sui forum

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(MeridianaNotizie) Roma, 1 luglio 2015 – Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 cittadini maghrebini[1], indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalità del reato. Un terzo indagato[2]  è già detenuto per reati di terrorismo in Marocco. I provvedimenti scaturiscono dagli approfondimenti investigativi effettuati sul conto di Ahmed MASSEOUDI, soggetto emerso quale visitatore di un sito di matrice jihadista denominato “Jarchive”, gestito da un cittadino degli emirati Arabi Uniti temporaneamente residente in Australia, nell’ambito di una prolungata attività di monitoraggio del web condotta dal R.O.S negli ultimi anni.

Le indagini, che si sono avvalse anche della collaborazione dell’AISI, dell’Intelligence marocchina e dell’FBI statunitense, hanno documentato come MASSEOUDI avesse successivamente aperto e amministrato un proprio sito web attivo nella propaganda dell’ideologia qaidista e nel proselitismo di aspiranti jihadisti. Dall’indagine, è emerso come il cittadino tunisino MASSEOUDI avesse registrato presso una società statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia.

La maggior parte del materiale probatorio proviene dall’acquisizione dei contenuti del forum, rappresentati da documenti testuali, video e comunicati audio prodotti dalle sezioni mediatiche di organizzazioni terroristiche, soprattutto al-Qaida e le sue filiali regionali, ma anche formazioni ad essa non ufficialmente affiliate, quali i Talebani, comunque aderenti all’ideologia del movimento jihadista globale.  L’indagine è la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima metà degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di supportarne il programma terroristico.

Lo scopo di tali forum è di diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti, avviandoli ad un percorso di radicalizzazione che, nelle intenzioni di coloro che li gestiscono, dovrebbe concludersi con la decisione a partecipare attivamente alla jihad violenta, ad esempio arruolandosi in un’organizzazione terroristica, partendo per una delle zone di guerra, oppure compiendo autonomamente attentati nei Paesi occidentali.

A tale scopo, il forum i7ur offriva ai propri visitatori una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o  fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli più specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti “apostati”.  Ai navigatori che vi accedevano, il forum forniva anche materiale didattico di addestramento al terrorismo, quali video e manuali sull’utilizzo di armi bianche e da fuoco e sulla produzione di sostanze chimiche venefiche, nonché istruzioni per sottrarsi al monitoraggio on-line delle Forze di Polizia.

Il forum i7ur era articolato in Sezioni, ciascuna dedicata a uno specifico contenuto e assegnata a un coordinatore incaricato del suo aggiornamento e monitoraggio, al fine di cancellare eventuali contenuti ritenuti incompatibili con l’ideologia qaidista del gruppo.

In tale quadro:

–         Ahmed MASSEOUDI amministrava e coordinava le attività del sito;

–         Abderrahim EL KHALFI, principale collaboratore di MASSEOUDI, era addetto  a specifiche sezioni del sito, provvedendo anche alle spese di finanziamento;

–         Mohammed MAJENE era di fatto l’ideologo del forum e autore di documenti molto noti tra i simpatizzanti di al-Qaida, pubblicati in altri siti jihadisti, come “al-Shumukh”.

Altre dieci persone, facenti parte dell’organizzazione e residenti in Paesi del Nord Africa e Medio Oriente, sono in corso di compiuta identificazione e localizzazione, mediante la cooperazione internazionale già avviata. Oltre alla parte pubblica, il forum offriva ai propri membri anche sezioni private non accessibili e strumenti di messaggistica criptati per comunicare tra loro in maniera sicura. Attraverso il forum venivano di fatto avviati processi di radicalizzazione violenta, come dimostra la scelta di alcuni soggetti partecipanti di dedicarsi alla jihad combattente nei teatri operativi.

In particolare, nel 2011, uno dei membri del gruppo di gestione, il cui soprannome nel forum era “abujihad.47”, successivamente identificato nel cittadino algerino diciannovenne Khaled Amroune, partiva dal proprio Paese per la Siria, arruolandosi nelle fila dell’organizzazione Jabhat al-Nusra e restando ucciso in combattimento nei pressi del confine con la Turchia contro le truppe del governo siriano. Il suo  martirio veniva poi celebrato all’interno del forum da Mohammed MASSEODI ed Abderrahim EL-KHALFI, elogiandone il passaggio dalla jihad mediatica a quella violenta.

Il forum operava anche da tramite tra volontari intenzionati a recarsi in uno dei teatri della jihad per combattere e le organizzazioni terroristiche attive in quei territori, facilitandone il reclutamento. Ad esempio, nel 2012, dopo lo scoppio del conflitto siriano e l’entrata in scena di Jabhat al-Nusrah, gruppo terroristico affiliato ad al-Qaida, Ahmed MASSEOUDI riceveva da un membro del forum una richiesta d’informazioni su come raggiungere la Siria dalla Palestina ed arruolarsi nell’organizzazione. Lo stesso MESSAOUDI, sfruttando la notorietà del forum i7ur, entrava in contatto con l’amministratore del profilo Facebook ufficiale di Jabhat al-Nusra ottenendo le indicazioni richieste.

Nel corso delle prolungate attività d’intercettazione telematica dei computers degli indagati veniva acquisita anche la notizia relativa ad azioni terroristiche da compiere in Marocco, con l’obiettivo di colpire il locale Parlamento ed un festival della canzone in programma a Rabat. Le informazioni acquisite contribuivano all’identificazione dell’attentatore in Mouchine ARCHTAL, arrestato dalla polizia marocchina prima di entrare in azione. Uno dei principali obiettivi dell’associazione indagata era tuttavia quello di favorire processi di radicalizzazione di frequentatori del sito, per indurli a compiere attentati nei Paesi occidentali.addestramento-terroristi

In tale quadro, oltre a pubblicare molti numeri della rivista in lingua inglese “Inspire”, pubblicata da “al-Qaida nella Penisola Arabica” per promuovere la strategia terroristica dei “lupi solitari”, gli indagati hanno utilizzato gli attentati compiuti in Francia nel marzo 2012, da un cittadino francese d’origine algerina, Mohammed MERAH, responsabile dell’uccisione di tre paracadutisti dell’esercito francese, di un rabbino e dei suoi figli e di un altro bambino. I membri del forum hanno seguito tutta la vicenda parteggiando per il terrorista ed esaltando il suo martirio, dopo l’uccisione ad opera della polizia francese. Nei giorni successivi, l’ideologo del forum, Mohammed MAJENE, pubblicava un lungo testo sull’importanza della strategia della “jihad individuale”, di cui gli attentati compiuti da Mohammed MERAH erano, secondo lui, un lodevole esempio. Sul sito veniva anche diffuso il video di al-Qaida “incarica solo te stesso”, in cui i leader dell’organizzazione, tra cui il cittadino americano Adam GADAHN di recente ucciso nel corso di un attacco compiuto da un drone in Pakistan, incitavano i propri sostenitori ad attivarsi autonomamente e a compiere attentati terroristici in Occidente.

Viene così riproposta la tesi secondo la quale la scelta migliore per chi vuole compiere la jihad è restare nei Paesi occidentali e compiere atti terroristici, il cui effetto è di gran lunga superiore ad eventuali azioni nei teatri di conflitto. In tale ambito, gli indagati hanno fornito il proprio sostegno mediatico agli attentati parigini dello scorso gennaio, esaltando l’azione dei fratelli Kouachi presso la sede del periodico satirico “Charlie Hebdo” ed i successivi atti terroristici di Coulibaly nei confronti di due agenti di polizia e ai danni di dieci persone sequestrate (quattro delle quali uccise).

Infine, allo scopo di aumentare la popolarità e l’influenza del forum “Ashak al-Hur” nell’ambito dei simpatizzanti di Al-Qaida, Ahmed MASSEOUDI entrava in contatto con un membro di Al-Qaida in Iraq (ancora non separatasi da al-Qaida e ribattezzatasi “Stato Islamico”), al fine di ottenere video originali di azioni compiute dall’organizzazione terroristica da pubblicare in esclusiva nel forum. Lo stesso indagato avviava una trattativa con uno degli amministratori del forum al-Shumukh, il più popolare forum jihadista utilizzato da al-Qaida e dalle organizzazioni affiliate, per ottenere la “tazkiya”, ossia la garanzia di affidabilità necessaria per entrare in contatto con i rappresentanti delle maggiori organizzazioni terroristiche in Internet.

In definitiva, i membri dell’associazione indagata hanno tradotto la comune adesione all’ideologia di al-Qaida in un programma di jihad mediatica che rappresenta, per loro stessa ammissione, un percorso di passaggio verso la jihad violenta e il terrorismo. Le attività di intercettazione telematica hanno permesso di definire le attività del gruppo, nato e sviluppatosi nel mondo virtuale di Internet, registrandone l’adesione totale alla strategia terroristica qaidista, diffondendone il materiale propagandistico e attivando processi di radicalizzazione sempre più estremi.

L’indagine conferma la fondamentale importanza del monitoraggio di Internet ai fini di un’efficace attività di prevenzione del terrorismo internazionale, con particolare riferimento alla forma c.d. “homegrown”.

Cristina Pantaleoni

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