Bari, in manette 40 affiliati del clan mafioso degli Strisciuglio

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foto3(MeridianaNotizie) Roma, 07 luglio 2015 -Duro colpo per il clan mafioso barese degli “Strisciuglio”. 40 sono finiti in manette al seguito di un blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, che sono riusciti a ricostruire anni di egeminia in vari settori dell’economia: primo fra tutti il settore edile locale.

Documentate infiltraioni nella tifoseria del Bari Calcio evidenziano il tentativo dei clan d’infiltrarsi anche all’interno dello stadio San Nicola.

Il clan usava i loculi del cimitero per nascondere armi e  munizioni: tra la merce anche una bomba a mano di tipo “ananas”, capace di far saltare in aria un’abitazione o un negozio.

Ricostruite anche le dinamiche dei riti di affiliazione mutuati dalla camorra campana e bloccati dai fratelli STRISCIUGLIO perché ritenuti troppo pericolosi per la segretezza del clan. Infatti, il rito prevedeva che il nuovo giunto nel clan fosse presentato ufficialmente a tutti gli altri affiliati dal padrino, che lo annunciava: “Questo è un mio ragazzo”. Iniziava poi la carriera interna al clan con i “gradi di battesimo”, dopo il quarto grado si aveva facoltà di fondare un proprio clan. L’affiliazione garantiva economicamente la famiglia in caso di arresto dell’affiliato. I familiari ricevevano una somma mensile detta “spartenza”, ed era cosi che i capi, anche se in carcere, potevano garantire un alto tenore di vita alle famiglie, che potevano affrontare in modo sfarzoso grossi eventi, come un matrimonio.

Confermato anche in questa indagine il ruolo chiave di messaggere svolto dalle donne del clan, che aggiornavano i capi in carcere sulle dinamiche di affiliazione, riuscendo a far entrare nelle celle anche la droga.

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